Cittadinanza, Bandecchi: «D'ora in poi metterò le firme con molta più difficoltà»
Dopo il caso di Cadoneghe, Stefano Bandecchi annuncia criteri più severi per chi diventa cittadino e chiede che rinunci alle proprie origini. Il capogruppo del Pd in consiglio comunale gli ricorda che la cittadinanza la concede lo Stato e che il sindaco non ha un potere di veto.
«La cittadinanza italiana è un lusso e una benedizione di Dio: da domani a Terni si prenderà solo se si sarà diventati veramente italiani». Lo ha scritto sui social domenica 4 ottobre il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, prendendo spunto dal caso di Cadoneghe, in provincia di Padova, dove a settembre il sindaco aveva sospeso il giuramento di una donna di origine marocchina che non riusciva a esprimersi in italiano. In un video, riporta La Nazione, Bandecchi si è detto favorevole al «blocco immediato del rilascio delle cittadinanze agli stranieri» e ha aggiunto: «Io, il Comune, insieme alla Prefettura, dopo avere fatto un'indagine compiuta rilasciamo la cittadinanza italiana. La mia è l'ultima firma. Io d'ora in poi metterò le firme con molta più difficoltà».
Bandecchi ha elencato anche altre condizioni: «Adotterò le leggi italiane in maniera restrittiva e in maniera molto chiara, non basterà parlare male l'italiano e non basterà essere in Italia da dieci anni, 20 anni». Servirà, ha detto, conoscere la cultura, la storia, la geografia e «l'essere italiano», e rinunciare «a essere da dove siamo venuti».
Nel consiglio comunale di lunedì 5 ottobre, dove secondo il capogruppo del Partito democratico Pierluigi Spinelli il sindaco ha ribadito l'intenzione di «bloccare» il rilascio delle cittadinanze, Spinelli gli ha replicato che «la cittadinanza italiana non viene concessa dal sindaco e non può essere negata dal sindaco sulla base delle sue convinzioni personali o politiche». I requisiti, ha ricordato, dalla residenza al reddito alla conoscenza dell'italiano almeno di livello B1 nei casi previsti, li fissa la legge e li verificano le autorità competenti: «Non esiste un requisito chiamato "gradimento del sindaco"». Dopo il decreto di concessione il Comune cura gli adempimenti di stato civile, compreso il giuramento, ma il sindaco, ha detto Spinelli, «non dispone di un potere politico né amministrativo di veto sulla decisione dello Stato».
Sul caso di Cadoneghe il ministero dell'Interno, il 29 settembre, ha condiviso la sospensione temporanea del giuramento e ha indicato alla Prefettura di Padova di procedere a una nuova verifica, senza interprete, della capacità della donna di comunicare in italiano e di leggere la formula. Anche le verifiche successive in municipio, l'ultima il 1° ottobre, hanno confermato le difficoltà: la pratica è passata alla Prefettura, che dovrà accertare il possesso del requisito linguistico, riferiscono Rai News e La Piazza.
Fonti
- La Nazione
Bandecchi e la cittadinanza agli stranieri, la stretta del sindaco: “L’ultima firma è la mia: da oggi sarà più difficile che la metta” - TerniToday
Terni, Pierluigi Spinelli: “Sulla concessione della cittadinanza italiana, il sindaco non può sostituirsi allo Stato. Bandecchi rispetti le istituzioni e le leggi” - Rai News – TGR Veneto
Cadoneghe, cittadinanza negata: il vicepremier Salvini al fianco del sindaco Schiesaro - La Piazza
Cadoneghe, il caso della cittadinanza: dalla sospensione del giuramento alla Prefettura