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Martedì 20 ottobre 2026 ultima edizione: 20 ott 2026 · RSS
Cittadinanza e soggiorno

Cittadinanza, la proposta Iezzi in Aula: la Lega aggiunge il «pacchetto anti-saccheggio»

Lunedì 19 ottobre la discussione generale alla Camera, con le pregiudiziali delle opposizioni. Dopo i disordini nei cortei di Milano la Lega propone di negare la cittadinanza a 18 anni anche ai nati in Italia condannati per devastazione e saccheggio o per reati contro le forze di polizia.

Edizione: 20 ott 2026 Lettura: 4 min Italia

È cominciato lunedì 19 ottobre, nell'Aula della Camera, l'esame della proposta di legge sulla cittadinanza a prima firma del deputato leghista Igor Iezzi, approvata il 14 ottobre dalla commissione Affari costituzionali. Il testo, un solo articolo che modifica la legge 91 del 1992, introduce nuove cause che impediscono agli stranieri nati in Italia di diventare cittadini al compimento dei 18 anni, estende i requisiti di conoscenza della lingua italiana e amplia i reati per cui si perde la cittadinanza già ottenuta. Per la proposta l'Assemblea aveva deliberato l'urgenza a luglio. Le opposizioni hanno presentato questioni pregiudiziali e si preparano a dare battaglia, riferisce l'AGI; il Sole 24 Ore indicava il voto dell'Aula per martedì 20 ottobre.

Nella discussione generale la relatrice Simona Bordonali (Lega) ha collegato il provvedimento ai disordini nei cortei di Milano e di altre città: «Abbiamo visto nelle scorse giornate l'assalto da parte di giovani stranieri, anche italiani, però di tanti giovani stranieri, a vetrine, il saccheggio di negozi, immagini molto raccapriccianti... E questo testimonia come, talvolta, quel percorso di integrazione che viene richiesto non si sia effettivamente realizzato». La Lega ha presentato in Aula un emendamento che chiama «pacchetto anti-saccheggio»: «Si prevede che lo straniero nato in Italia se condannato per reati contro le forze di polizia o per devastazione e saccheggio, al compimento dei 18 anni non possa ottenere la cittadinanza italiana», ha spiegato Iezzi. L'emendamento, precisa il Sole 24 Ore, richiama l'articolo 419 del codice penale, cioè il reato comune di devastazione e saccheggio, che disciplina casi simili a quelli avvenuti a Milano; nel testo uscito dalla commissione figura già, fra i delitti contro la personalità dello Stato per cui basta una condanna a qualunque pena, la devastazione e il saccheggio commessi per attentare alla sicurezza dello Stato, previsti dall'articolo 285. All'indomani degli scontri, riferisce l'AGI, un vertice a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha esaminato nuove misure di sicurezza, compresa l'ipotesi di un decreto legge.

Per il governo la sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro (Fratelli d'Italia) ha difeso l'impianto della proposta: «la concessione della cittadinanza non costituisce un diritto incondizionato del richiedente, come in qualche modo ha più volte ribadito la giurisprudenza, bensì uno status che si può acquisire al termine di un percorso che comporta, oltre che diritti, anche doveri». Federico Fornaro (Partito democratico) ha condannato le violenze ed espresso solidarietà alle forze dell'ordine, ma ha opposto «un netto "no" alle speculazioni» a fini elettorali; secondo Alleanza Verdi e Sinistra «la destra ha bisogno di recuperare il consenso e per farlo deve inseguire il generale Vannacci», mentre per Riccardo Magi (+Europa) si tratta di «un testo illiberale e discriminatorio».

Secondo la ricostruzione del Sole 24 Ore, per i nati in Italia, che oggi diventano cittadini con una dichiarazione da presentare di regola entro i 19 anni, una condanna per produzione, traffico e detenzione di stupefacenti, anche in forma associata, o per reati aggravati da discriminazione o da odio etnico, nazionale, razziale o religioso bloccherebbe l'acquisto solo se superiore a tre anni; la pena sospesa non lo impedisce se nel periodo di sospensione non si commettono altri reati, la riabilitazione elimina l'ostacolo e chi è imputato deve attendere la sentenza definitiva. Per la cittadinanza per matrimonio e per naturalizzazione dovrebbero documentare un italiano almeno di livello B1, con un titolo di studio o una certificazione linguistica, anche quanti hanno firmato l'accordo di integrazione o hanno il permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo; resterebbe esonerato chi ha gravi difficoltà di apprendimento dovute all'età, a malattie o a disabilità certificate da una struttura sanitaria pubblica. Il giuramento andrebbe prestato in italiano.

La revoca, oggi prevista per alcuni reati di terrorismo ed eversione, riguarda chi è diventato italiano per matrimonio, per naturalizzazione o con la dichiarazione dei nati in Italia, mai i cittadini per nascita. Fra le nuove ipotesi ci sono i reati commessi con metodo mafioso o per agevolare le cosche, anche straniere, la tratta, le mutilazioni genitali femminili, la morte o le lesioni conseguenti ai reati di immigrazione clandestina e alcuni reati informatici contro sistemi di interesse pubblico. La revoca sarebbe disposta dal capo dello Stato, su proposta del ministro dell'Interno, entro dieci anni dalla condanna definitiva, e solo per chi ha o può ottenere un'altra cittadinanza.

Fonti

  1. AGI
    Arriva alla Camera l'esame del ddl sulla Cittadinanza
  2. Il Sole 24 Ore
    Cittadinanza agli stranieri, stretta su reati e lingua italiana. La Lega aggiunge misure «antisaccheggio»
  3. AGI
    Cortei, il governo prepara una risposta «forte». In arrivo le prime misure urgenti
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14 ott 2026 · Avvenire, HuffPost Italia, Agenzia giornalistica Opinione

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