Tribunale di Roma, permesso temporaneo alla madre di cittadine italiane priva di documenti
Con un'ordinanza cautelare del 5 agosto il tribunale ha ordinato il rilascio di un permesso per tutta la durata della causa sull'accertamento della sua cittadinanza italiana o, in subordine, dell'apolidia, anche se la norma lo prevede solo per chi ha già un altro permesso. La donna, vicina al terzo parto, era senza tessera sanitaria e senza passaporto.
Con un'ordinanza cautelare del 5 agosto 2026, emessa in accoglimento di un ricorso d'urgenza ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, il Tribunale di Roma ha ordinato il rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo, valido per tutta la durata del giudizio, a una donna madre di cittadine italiane che ha chiesto l'accertamento della propria cittadinanza italiana o, in subordine, del proprio stato di apolide. La decisione è stata segnalata e commentata dall'avvocata Silvia Calderoni di Progetto Diritti Onlus, riferisce Melting Pot Europa.
L'articolo 11, lettera c), del regolamento di attuazione del testo unico sull'immigrazione (d.P.R. 394/1999) prevede il permesso di soggiorno per attesa della cittadinanza o dello stato di apolide solo per chi è già titolare di un permesso per altri motivi. La ricorrente, invece, non aveva alcun permesso, pur essendo madre di cittadine italiane, e questo le precludeva l'accesso a diritti fondamentali: prossima al terzo parto, era priva di tessera sanitaria e non aveva potuto chiedere il permesso per gravidanza perché senza passaporto.
Senza un documento d'identità la donna non aveva potuto nemmeno regolarizzare l'unione con il compagno, padre delle bambine, né risultare residente con la famiglia, ed era esposta al rischio di espulsione. La stessa mancanza di documenti ha reso inammissibile la sua domanda di patrocinio a spese dello Stato: per l'Ordine degli avvocati di Roma, senza un documento d'identità l'autodichiarazione dei redditi non ha valore. L'istanza sarà ripresentata al giudice.
Fonti
- Melting Pot Europa
Permesso di soggiorno temporaneo per la madre di cittadine italiane in attesa dell’accertamento della cittadinanza o dell’apolidia