Registro delle associazioni per i migranti: nel 2025 oltre un milione di beneficiari
Il ministero del Lavoro ha pubblicato il report sulle attività 2025 degli enti iscritti al Registro previsto dall'articolo 42 del testo unico sull'immigrazione: 4.210 progetti, oltre un milione di persone raggiunte dai progetti di integrazione e quasi 45mila da quelli per le vittime di tratta e sfruttamento, finanziati quasi per intero da fondi pubblici.
Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha pubblicato il 26 ottobre il report sulle attività realizzate nel 2025 dalle associazioni e dagli enti che operano a favore dei migranti iscritti al Registro istituito dall'articolo 42 del testo unico sull'immigrazione (d.lgs. 286/1998). Il Registro, tenuto dalla Direzione generale per le politiche migratorie e l'inserimento sociale e lavorativo dei migranti, ha una Prima Sezione per gli enti che lavorano all'integrazione sociale delle persone migranti e una Seconda Sezione per quelli che realizzano programmi di assistenza e integrazione sociale per le vittime di tratta, violenza o grave sfruttamento.
Nel 2025 hanno svolto attività 822 enti della Prima Sezione, in calo rispetto agli 834 dell'anno precedente, e 180 della Seconda, in leggero aumento rispetto ai 176 del 2024. Sono invece cresciuti i progetti: 3.766 nella Prima Sezione (85 in più rispetto al 2024) e 444 nella Seconda (26 in più), per un totale di 4.210. Gli enti operano su tutto il territorio nazionale, con una presenza più forte al Nord; la forma giuridica più diffusa è la cooperativa sociale (48% nella Prima Sezione, 43% nella Seconda) e la maggior parte aderisce a reti (il 75% e l'87%).
I progetti di integrazione hanno raggiunto oltre un milione di beneficiari, quelli per le vittime di tratta e sfruttamento quasi 45mila. I minori sono il 14,8% dei beneficiari nella Prima Sezione e il 7,3% nella Seconda; le donne rispettivamente il 33% e il 46,8%, quota quest'ultima in calo costante rispetto agli anni precedenti, mentre nella Seconda Sezione il 9,7% dei beneficiari è composto da persone transessuali. La maggioranza proviene da Paesi extra-Ue, il 72% nella Prima Sezione e l'80,4% nella Seconda; prevale la cittadinanza marocchina tra i beneficiari dei progetti di integrazione e quella bangladese nei programmi per le vittime di sfruttamento.
L'ambito principale è l'assistenza sociale; nella Prima Sezione seguono l'integrazione scolastica e il lavoro, nella Seconda pesano i servizi legali e l'assistenza sanitaria. Nei progetti lavorano circa 39mila persone retribuite nella Prima Sezione e quasi 3.500 nella Seconda, tra dipendenti e collaboratori, oltre a volontari ed esperti esterni: quasi tutti cittadini italiani, con una netta prevalenza femminile in tutti i ruoli. Fondi europei e nazionali coprono complessivamente quasi il 90% dei finanziamenti della Prima Sezione, mentre per la Seconda i fondi pubblici nazionali coprono l'84% dei costi.
Secondo Stranieri in Italia, che ha consultato il rapporto, una parte è dedicata agli interventi per le persone fuggite dalla guerra in Ucraina: nel 2025 se ne è occupato il 39% degli enti della Prima Sezione e il 37% di quelli della Seconda, e gli enti impegnati direttamente nell'accoglienza hanno ospitato circa 8.500 persone.
Fonti
- Integrazionemigranti.gov.it — Ministero del Lavoro e delle Politiche socialifonte ufficiale
Le associazioni che operano a favore dei migranti: on line il nuovo report - Stranieri in Italia
Migranti, oltre un milione di persone assistite nel 2025: cresce l'attività delle associazioni in Italia