Dossier Statistico Immigrazione 2026: meno sbarchi e meno domande d'asilo, ma più morti nel Mediterraneo
Presentata il 27 ottobre a Roma e in tutte le regioni la 36ª edizione del rapporto IDOS: nei primi otto mesi del 2026 gli arrivi via mare nel Mediterraneo sono scesi da 86mila a poco più di 51mila mentre i morti accertati sono saliti da 1.248 a 1.733; nell'UE le prime domande d'asilo sono calate del 26,4% e il tasso di riconoscimento dal 51,4 al 39,1%. In Italia 5.559.527 residenti stranieri e un decreto flussi che porta a un permesso solo 17 ingressi su 100.
Il Dossier Statistico Immigrazione 2026, trentaseiesima edizione del rapporto del Centro Studi e Ricerche IDOS realizzato con il Centro studi Confronti e l'Istituto di studi politici «S. Pio V», è stato presentato martedì 27 ottobre al Nuovo Teatro Orione di Roma e, in contemporanea, in tutte le regioni e province autonome: 512 pagine, 98 capitoli e un'appendice statistica, 148 autori di 24 università e 54 fra associazioni, enti pubblici e sindacati. Il volume e la scheda di sintesi sono scaricabili dal sito di IDOS.
Il rapporto legge «l'anno zero» del Patto europeo su migrazione e asilo, applicabile dal 12 giugno, in un contesto di cali generalizzati. Per la prima volta in un decennio diminuiscono le persone in fuga nel mondo: 117,8 milioni alla fine del 2025, 5,4 milioni in meno rispetto al 2024 (-4,3%), un calo che dipende soprattutto dai ritorni nei territori di origine (14,7 milioni, +49%), spesso non volontari: circa 2,9 milioni di persone sono rientrate nell'Afghanistan dei Talebani, allontanate soprattutto da Iran e Pakistan, e circa 1,3 milioni in Siria dopo la caduta di Assad. Gli attraversamenti irregolari delle frontiere europee sono scesi a 180mila contro i 240mila del 2024, e a meno di 64mila nei primi sette mesi del 2026 secondo Frontex; in Italia gli sbarchi, dopo gli oltre 180mila del 2016 e i 157mila del 2023, sono stati 66mila sia nel 2024 sia nel 2025 e meno di 20mila nei primi otto mesi del 2026, oltre il 50% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Calano anche le domande di protezione. Nell'Unione europea le richieste presentate per la prima volta nel 2025 sono state 671.895 (-26,4% sul 2024 e oltre un terzo in meno rispetto al picco di 1,05 milioni del 2023), 802.385 includendo i ricorsi; il tasso di riconoscimento è sceso dal 51,4 al 39,1% e a inizio 2026 restavano più di 1,2 milioni di domande in attesa. La Spagna è diventata il primo Paese con 141.035 nuove richieste, davanti a Italia (128.655), Francia (116.370), Germania (113.170) e Grecia (55.380); per la prima volta dal 2014 i siriani (circa 40mila) non sono più il primo gruppo, superati dai venezuelani (quasi 90mila). In Italia il tasso di riconoscimento è del 30%, dal 35,9%, sensibilmente sotto la media UE; contando anche le domande reiterate (6.820), il Paese ha registrato nel 2025 135.485 domande, -14,6%.
Dietro i cali, chiede il Dossier, c'è un minor bisogno di protezione o il suo contenimento forzato? La risposta sta nel confronto fra gli arrivi via mare nei primi otto mesi del 2026, poco più di 51mila in tutto il Mediterraneo contro gli 86mila dello stesso periodo del 2025, e le morti accertate durante la traversata, salite da 1.248 a 1.733; nella sola rotta del Mediterraneo centrale hanno perso la vita 914 persone contro le 827 dell'anno scorso (+11%). Dal 2014 l'OIM ha registrato oltre 35mila morti e dispersi nel Mediterraneo, quasi 27mila sulla rotta centrale, ma il bilancio reale è più alto. Il contributo di SOS Méditerranée Italia ricostruisce un decennio di compressione del soccorso civile: 72 episodi di intimidazioni e violenze della cosiddetta guardia costiera libica contro le navi delle ONG documentati da Sea-Watch fra il 2016 e il 2025, e 1.219 giorni operativi persi dalle navi di soccorso fra il 2022 e il 2025 per l'obbligo di rientrare in porto dopo ogni soccorso e l'assegnazione di porti lontani. L'intesa con la Libia ha permesso fra il 2017 e il 2025 di intercettare 192.788 persone e riportarle nelle strutture di detenzione, dalla stessa costa da cui parte ancora l'87% degli arrivi via mare in Italia.
Sul fronte interno, riferisce Vatican News, i residenti stranieri in Italia sono 5.559.527 secondo il dato provvisorio del 2025 (+3,5%), il 9,4% della popolazione, presenti in tutti i Comuni tranne 20 su 7.896, con un saldo migratorio con l'estero di +348mila e un saldo naturale di +36.207; Romania, Albania e Marocco i primi Paesi di cittadinanza, Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana le prime regioni. Il Dossier parla di «fallimento strutturale» del decreto flussi: nel 2024, secondo il monitoraggio della campagna Ero Straniero, a fronte di quasi 721mila domande di assunzione e 147mila quote sono stati rilasciati 72.704 nulla osta e 35.287 visti, e le richieste di permesso di soggiorno si sono fermate a 24.858, il 16,9% delle previsioni governative. L'aiuto pubblico allo sviluppo dei Paesi OCSE è crollato dai 223,9 miliardi di dollari del 2023 ai 174,3 del 2025; l'Italia ha stanziato 7,3 miliardi di dollari, lo 0,3% del reddito nazionale lordo, lontano dall'obiettivo dello 0,7%.
Aprendo la presentazione, il presidente di IDOS Luca Di Sciullo ha costruito il suo intervento attorno all'«arte dell'inganno» esercitata verso i migranti, l'ultimo dei quali sarebbe il Patto UE, divenuto applicabile «dopo ben 10 anni passati a studiare come disinnescare, aggirandolo, il principio di non respingimento», fondato sulla «finzione di non ingresso» grazie alla quale «le frontiere sono state smaterializzate in modo da poterle porre giuridicamente ovunque», riferisce Agenpress. I decisori politici, ha detto, «inventano emergenze infinite, falsi allarmi sociali e, grazie a un apparato mediatico compiacente, demonizzano gli immigrati, al solo scopo di autolegittimarsi a legiferare e a operare repressivamente, in uno stato di eccezione perenne».
Fonti
- Agenpress
Calano ingressi irregolari, sbarchi e richiedenti asilo, ma aumentano morti e violenze. L'anno zero di un Patto Ue che sembra già inadeguato - Vatican News
Rapporto Idos. Migranti, in Europa sempre meno domande di protezione - Agenpress
L'Italia, l'Europa e le migrazioni: una lunga storia fondata sull'inganno - Centro Studi e Ricerche IDOS
Arriva il Dossier 2026: il 27 ottobre presentazione a Roma e in tutta Italia