Frontex, la Commissione propone 30mila agenti, rimpatri anche da Paesi terzi e una forza di reazione rapida
Presentati il 27 ottobre un nuovo regolamento Frontex e un regolamento per digitalizzare rimpatri, riammissioni e reintegrazione: corpo permanente portato gradualmente a 30.000 unità con una riserva europea di 17.000 agenti, centro di coordinamento dei rimpatri, operazioni di rimpatrio da un Paese terzo a un altro previo accordo UE, forza di intervento entro 24 ore e un centro di monitoraggio dei social media. Ora la parola a Parlamento e Consiglio.
La Commissione europea ha proposto martedì 27 ottobre un nuovo regolamento Frontex che rafforza la capacità dell'agenzia di proteggere le frontiere esterne e la trasforma, nelle parole del comunicato, «nell'attore centrale dell'UE per i rimpatri», insieme a un regolamento per digitalizzare le procedure di rimpatrio, riammissione e reintegrazione. «L'Europa difenderà sempre la protezione delle sue frontiere. L'Europa decide chi entra nella nostra Unione e in quali circostanze. Per questo motivo oggi proponiamo di rafforzare Frontex», ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen. Le proposte, che attuano gli impegni degli orientamenti politici 2024-2029 e del discorso sullo stato dell'Unione di settembre, passano ora al Parlamento europeo e al Consiglio.
Il primo asse è la capacità operativa. Il corpo permanente di Frontex salirà gradualmente a 30.000 agenti: il personale proprio dell'agenzia, oggi quasi 3.000 persone, sarà raddoppiato a 6.000; ai 7.000 agenti distaccati dagli Stati membri si aggiungerà una nuova «riserva europea per le frontiere e i rimpatri» di 17.000 agenti, che resteranno a disposizione degli Stati membri come guardie di frontiera nazionali, formati da Frontex e dispiegabili quando serve alle frontiere esterne. La crescita, precisa il documento di domande e risposte, avverrà nell'arco dei prossimi due quadri finanziari pluriennali, fino al 2041; il corpo permanente attuale raggiungerà le 10.000 unità nel 2027. Frontex potrà acquistare, noleggiare e co-possedere attrezzature, condurre appalti congiunti con gli Stati membri e fungere da centrale di committenza anche per strumenti digitali e basati sull'intelligenza artificiale. Il bilancio dell'agenzia è di quasi 6 miliardi di euro nel quadro 2021-2027; la proposta della Commissione per il 2028-2034 prevede 11,8 miliardi.
Il secondo asse sono i rimpatri. Un centro di coordinamento dei rimpatri raccoglierà e analizzerà i dati degli Stati membri, che ogni anno entro il 1° novembre comunicheranno a Frontex la pianificazione indicativa e il fabbisogno di assistenza; il sostegno dell'agenzia coprirà l'intero percorso, dall'identificazione precoce e dalla consulenza sul ritorno volontario alle operazioni di rimpatrio e all'assistenza alla reintegrazione. La novità più discussa è la possibilità per Frontex di «contribuire all'organizzazione e all'esecuzione di operazioni di rimpatrio da un paese terzo all'altro», oggi esclusa: sarà possibile solo previa conclusione di un accordo specifico a livello UE con il Paese interessato, «nel rispetto dei diritti fondamentali e delle norme internazionali» e del principio di non respingimento. «Questo sarà possibile solo se c'è un accordo internazionale e dove è nell'interesse dell'UE», ha detto il commissario per gli Affari interni Magnus Brunner nella conferenza stampa, ricordando che nel 2025 Frontex ha effettuato quasi 63.500 rimpatri, noleggiato più di 220 voli e assistito quasi 20.000 persone nella reintegrazione. Il programma di reintegrazione dell'UE, attivo in oltre 40 Paesi, conta quasi 58.000 persone registrate dal giugno 2022.
Il terzo asse è la risposta alle crisi, presentata come lezione di Ceuta. Una forza di reazione rapida, composta da agenti del corpo permanente in stato di prontezza, potrà essere dispiegata «per esempio entro 24 ore» su decisione del direttore esecutivo dopo la richiesta di uno Stato membro, per un massimo di un mese, oltre il quale scatterebbero un'operazione congiunta o un intervento rapido alle frontiere; «vogliamo che Frontex sia lì in ore, non in settimane», ha detto Brunner. Gli Stati membri dovranno segnalare in EUROSUR entro 24 ore gli eventi con potenziale impatto significativo sulle frontiere. Un nuovo centro di monitoraggio e risposta online darà a Frontex il mandato esplicito di monitorare i contenuti pubblicamente accessibili dei social media, segnalare i contenuti illegali alle piattaforme anche come «segnalatore attendibile» ai sensi del Digital Services Act, se designata dall'autorità nazionale competente, e chiedere alle autorità nazionali gli ordini di rimozione.
Il regolamento sulla digitalizzazione, che segue l'entrata in vigore del nuovo regolamento rimpatri il 16 ottobre, crea sistemi a livello UE per la riammissione e la reintegrazione con uno scambio sicuro di informazioni su identificazione, documenti di viaggio, operazioni di rimpatrio e assistenza dopo l'arrivo, sfruttando gli strumenti di interoperabilità già esistenti come il Sistema d'informazione Schengen ed Eurodac; Frontex guiderà lo sviluppo dell'architettura digitale e eu-LISA fornirà il canale di comunicazione fra le autorità nazionali. «Stiamo pianificando di fare lo stesso per le nostre procedure di asilo, ne parleremo l'anno prossimo», ha aggiunto Brunner. Statewatch, che il 24 ottobre aveva anticipato la proposta sulla base di uno studio di EY e RAND Europe commissionato dalla DG HOME, ricorda che il Garante europeo della protezione dei dati aveva espresso nel maggio 2025 dubbi sulle garanzie per i dati sensibili condivisi con i Paesi terzi nel regolamento rimpatri, e che il testo finale consente di condividere parte di queste informazioni nelle procedure di riammissione.
La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen ha ricordato che gli attraversamenti irregolari sono al livello più basso dal 2021, in calo del 55% in due anni; secondo il comunicato il tasso di rimpatrio è aumentato di oltre il 30%. Brunner ha citato anche il primo anno del sistema di ingressi e uscite (EES): oltre 250 milioni di ingressi e uscite registrati, 80.000 persone senza diritto di ingresso respinte direttamente alla frontiera, 2.000 persone fermate perché considerate una minaccia per la sicurezza.
Fonti
- Commissione europeafonte ufficiale
La Commissione propone di rafforzare Frontex: maggiore protezione delle frontiere, un ruolo più incisivo nei rimpatri e una risposta più efficace alle crisi - Commissione europeafonte ufficiale
Questions and answers on the Commission proposal to reinforce Frontex (en) - Commissione europeafonte ufficiale
Remarks by Executive Vice-President Virkkunen and Commissioner Brunner on strengthening Frontex and the digitalisation of the return process (en) - Statewatch
EU plans to 'streamline' deportations with new digital system (en)