Code davanti alle questure: ASGI avvia quattro class action, a Firenze misure cautelari per chi vendeva i posti in fila
Il bilancio di metà percorso del progetto Tikase: file di giorni o mesi per chiedere asilo, requisiti illegittimi, rinnovi che superano l'anno. A Firenze quattro cittadini peruviani sono accusati di aver ceduto per oltre 100 euro le prime posizioni davanti all'Ufficio immigrazione; a Prato la Procura indaga sul «racket» della coda alla Questura.
Quattro class action in corso e due azioni antidiscriminatorie in avvio: è il bilancio di metà percorso del progetto Tikase, con cui l'ASGI offre alla società civile uno strumento legale per contestare le prassi illegittime della pubblica amministrazione verso la popolazione migrante, pubblicato il 26 ottobre. Da aprile 2026 il progetto ha ricevuto segnalazioni «molteplici ed eterogenee» da associazioni, enti del terzo settore, sindacati, collettivi e gruppi informali di diverse città: «file estenuanti per chiedere asilo che durano giorni o mesi, requisiti illegittimi per l'avvio della procedura, impossibilità di accedere al sistema di accoglienza, tempi superiori a un anno per il rinnovo del permesso di soggiorno che bloccano materialmente la prosecuzione di un progetto di vita». Quando il disservizio non riguarda un singolo caso ma una moltitudine e si rivela sistematico in un medesimo luogo, spiega l'associazione, la class action «risponde di questa collettività lesa», mettendo insieme i migranti che ne subiscono le conseguenze e le realtà territoriali che ogni giorno lavorano per contrastarlo.
Che le code siano diventate un mercato lo mostra l'inchiesta della Squadra mobile di Firenze. Quattro cittadini peruviani, gravemente indiziati di rapina ed estorsione in concorso, sono destinatari di misure cautelari eseguite dalla Polizia di Stato su disposizione del gip del Tribunale di Firenze: divieto di dimora in tutta la Toscana per tre uomini di 54, 31 e 35 anni, nella provincia di Firenze per una donna di 57; altri sei peruviani risultano indagati, riferiscono Rai TGR Toscana e gonews.it il 20 ottobre. Secondo gli investigatori, alcuni componenti del gruppo si presentavano davanti all'Ufficio immigrazione di via della Fortezza già dal pomeriggio precedente, occupavano le prime posizioni della fila e le presidiavano per tutta la notte, per poi cederle la mattina ai cittadini in arrivo chiedendo somme che in numerosi casi superavano i 100 euro; chi non pagava rischiava di non riuscire ad accedere agli sportelli, mentre altri membri del gruppo intimidivano chi contestava il sistema. In un episodio del maggio 2026 sarebbe stata mostrata una pistola, risultata poi un'arma giocattolo senza tappo rosso. Le responsabilità, precisa la polizia, dovranno essere accertate nelle fasi successive del procedimento.
A Prato, scrive La Nazione il 26 ottobre, le «code della vergogna» davanti alla Questura, ribattezzate così dal giornale da Ferragosto, si sono ripetute anche nell'ultimo fine settimana: persone, soprattutto pakistane e cinesi, che stazionano giorno e notte con piumini, coperte e cartoni in attesa dell'apertura del lunedì, in gran parte per presentare la domanda di protezione internazionale. La normativa italiana ed europea, ricorda il quotidiano, impone alla pubblica amministrazione di ricevere e verbalizzare la manifestazione di volontà di chiedere asilo senza ritardi o intralci, e i giudici hanno più volte stabilito che le carenze organizzative delle questure non possono tradursi in un ostacolo all'accesso alla procedura. Mentre le istituzioni studiano soluzioni per diversificare la ricezione delle domande, la Procura di Prato indaga su presunti racket per il posto migliore in coda.
Fonti
- ASGI
Diritti in attesa: cosa ci raccontano i primi mesi di Tikase - Rai News – TGR Toscana
Firenze, vendevano i posti in fila all'Ufficio Immigrazione: quattro misure cautelari - gonews.it
Estorsioni in coda all'Ufficio Immigrazione di Firenze: quattro misure cautelari - La Nazione
Le code della vergogna. L'obiettivo è il via libera allo status di rifugiato