Ceuta, il rapporto di Le Carbet: il Patto UE vale solo per chi arriva al CATE, per gli altri regole «informali e non prevedibili»
«Se questa è Europa», monitoraggio giuridico dell'associazione Le Carbet sulla gestione spagnola della frontiera dal 12 giugno al 13 ottobre: regolamenti applicati con una semplice istruzione amministrativa, senza legge di attuazione né meccanismo indipendente di monitoraggio; espulsioni sommarie verso il Marocco attraverso un varco nella recinzione e una città trasformata in «hotspot su scala territoriale».
Che cosa resta delle garanzie del diritto europeo quando incontrano le pratiche quotidiane di una frontiera, e che cosa ne resta per chi non riesce nemmeno ad accedere alla procedura di asilo? Da queste domande nasce «Se questa è Europa. Ceuta: il Patto UE su migrazione e asilo alla prova della prima crisi del dispositivo di frontiera», il rapporto di monitoraggio giuridico curato da Nicola Datena, Luna Selimovic' e Clara Tacconi per l'associazione di promozione sociale Le Carbet, presentato da Melting Pot Europa il 23 ottobre. Gli attraversamenti di massa iniziati il 30 luglio sono la prima crisi di frontiera dall'entrata in applicazione del Patto; secondo l'Associazione marocchina per i diritti umani e Caminando Fronteras, citate dal rapporto, quest'estate hanno perso la vita almeno 141 persone.
Il rapporto ricostruisce le procedure applicate dalla Spagna tra il 12 giugno e il 13 ottobre 2026, dai giorni precedenti agli attraversamenti fino allo sgombero del campo del Guano, sulla base della normativa, dei documenti ufficiali e delle verifiche condotte sul territorio tra l'8 e il 13 ottobre. Un primo rilievo riguarda il modo in cui le nuove norme sono state recepite: la Spagna ha iniziato ad applicare i regolamenti del Patto attraverso una semplice istruzione amministrativa, in assenza della legge nazionale di attuazione e del meccanismo indipendente di monitoraggio previsto dal diritto europeo.
Il problema, però, non si esaurisce nel recepimento. «Le regole del Patto valgono solo per chi arriva al CATE [...] e chiede asilo. Prima e dopo prevalgono regole esterne alla procedura, informali e non prevedibili», si legge nel rapporto, che si riferisce al Centro de atención temporal de extranjeros del Tarajal. Chi non vi accede per formalizzare la domanda affronta destini diversi: respingimenti a caldo, permanenze prolungate senza identificazione, espulsioni sommarie verso il Marocco attraverso un varco nella recinzione. Una testimonianza raccolta a Ceuta l'11 ottobre descrive la polizia che invita i giovani a seguirla al valico con la promessa di prendere le impronte digitali e identificarli, per poi costringerli a uscire in Marocco. Queste modalità, osserva il rapporto, non permettono nemmeno di distinguere i rientri volontari dalle espulsioni vere e proprie, e sollevano dubbi sulla trasparenza dei dati forniti dal governo spagnolo.
Il secondo tema è la gestione delle persone rimaste fuori dalle strutture di accoglienza. Come denunciato da No Name Kitchen, molte si erano spostate sulle spiagge dopo aver subito aggressioni notturne e rastrellamenti nelle zone boscose; gli sgomberi dei ripari di fortuna hanno ridotto la presenza visibile degli sfollati senza offrire soluzioni abitative, e le persone si sono disperse nei quartieri e nelle zone montuose, spesso senza accesso all'assistenza. Accoglienza insufficiente, sgomberi, violenze e informazioni contraddittorie, scrive Le Carbet, rendono la permanenza sempre più insostenibile, e il ritorno in Marocco rischia di apparire come l'unica alternativa anche senza un provvedimento formale di espulsione: la precarietà, chiede il rapporto, è una conseguenza dell'emergenza o è diventata una modalità di gestione dell'emergenza stessa?
Ceuta, conclude il rapporto, è diventata «un hotspot su scala territoriale»: sulla base di procedure informali di polizia le persone sono state confinate nell'intera città, senza provvedimenti individuali e senza alcuna procedura formale, mentre l'insufficienza dell'accoglienza e la mancanza di prospettive alimentano l'isolamento di chi è rimasto bloccato.
Fonti
- Melting Pot Europa
“Se questa è Europa: Ceuta mette alla prova il Patto UE su migrazione e asilo”