Istat, nel 2025 record di nuovi permessi: 426.956, +47,2%. In calo le domande d'asilo
Il dato è il più alto dell'ultimo quindicennio dopo il picco del 2022, spinto da ricongiungimenti familiari (+61,2%) e studio (+76,0%). Le prime domande d'asilo scendono a 128.655 (-14,9%), i non comunitari con un permesso valido superano i 4 milioni e poco più di 178mila sono diventati italiani.
Nel 2025 sono stati rilasciati 426.956 nuovi permessi di soggiorno a cittadini non comunitari, il 47,2% in più dei 290.119 del 2024, dopo due anni di calo: è il dato più elevato dell'ultimo quindicennio, subito dopo il picco del 2022, determinato in gran parte dall'afflusso di profughi dall'Ucraina. Lo rileva l'Istat nel report «Cittadini non comunitari in Italia – Anno 2025», pubblicato il 22 ottobre. La crescita è stata più forte per le donne (+56,5%) che per gli uomini (+41,6%) e ha riguardato tutte le motivazioni d'ingresso, soprattutto il ricongiungimento familiare, primo motivo di rilascio con 168.733 permessi (+61,2%, il 39,5% del totale, nel 47,9% dei casi a minori), e lo studio, con oltre 35mila permessi (+76,0%), il massimo dal 2010. I permessi per asilo e protezione sono saliti a 135.831 (+30,5%). Per i ricongiungimenti, osserva l'Istat, il rialzo è meno immediato da interpretare, perché fra il 2024 e il 2025 le regole di rilascio sono state irrigidite: si può ipotizzare che molte pratiche siano state presentate proprio prima dell'introduzione dei nuovi requisiti. Per lo studio pesano invece le iniziative degli atenei per attrarre studenti dall'estero.
I permessi per lavoro sono cresciuti del 45,9% e sfiorano i 59mila, molto al di sotto dei 165mila ingressi programmati per il 2025 dal Dpcm del 27 settembre 2023; l'83,2% è andato a uomini (49.114, contro 9.884 donne). A differenza del 2024, i permessi per lavoro dipendente (32.826) superano quelli per lavoro stagionale (20.526). Fra le cittadinanze, il Marocco torna al primo posto con 44.549 nuovi permessi (+72,8%), seguito da Bangladesh (39.807), Egitto (32.235), Albania (31.777) e India (30.227, +78,8%). Il 23,0% dei nuovi permessi è stato rilasciato in Lombardia (98.128).
Le prime domande d'asilo, secondo i dati Eurostat utilizzati nel report, sono state 128.655, il 14,9% in meno delle 151.120 del 2024; ai primi posti Bangladesh (27.825), Perù (15.545), Egitto (11.265) e Pakistan (9.815), mentre le donne sono il 21,2%. Nel 2025 sono state esaminate 104.560 prime istanze, quasi 26mila in più rispetto al 2024, e il 70,0% è stato respinto; delle 31.365 accolte, il 19,0% ha avuto lo status di rifugiato, il 36,5% la protezione sussidiaria e le altre la protezione speciale.
Al 31 dicembre 2025 i cittadini non comunitari con un regolare permesso di soggiorno erano 4.030.016, il 5,8% in più rispetto ai 3.810.741 di un anno prima; in controtendenza gli ucraini (-21,4%, quasi 84mila permessi in meno). Le persone sotto protezione temporanea sono più che dimezzate, da 160.600 a 64.306: pesano, secondo l'Istat, i permessi scaduti e non rinnovati degli ucraini dopo un cambio di normativa, mentre in precedenza il rinnovo era automatico. I soggiornanti di lungo periodo sono il 46,6% delle presenze; i rifugiati riconosciuti sono 76.118, le persone sotto protezione sussidiaria 76.268 e i richiedenti asilo 189.688. Nel 2025 hanno acquisito la cittadinanza italiana 196.955 stranieri, il 9,4% in meno del 2024; poco più di 178mila erano non comunitari, soprattutto albanesi (25.725) e marocchini (23.386). Le acquisizioni per ius sanguinis sono scese da quasi 22mila a meno di 13mila (-41,6%): per l'Istat è evidente l'effetto della variazione legislativa.