Premio Caruana Galizia all'inchiesta di Zandonini e Vermeulen sui centri in Albania
Il premio giornalistico del Parlamento europeo è stato consegnato mercoledì 21 ottobre a Strasburgo per un'indagine di 18 mesi pubblicata da De Correspondent sull'accordo Italia-Albania. Gli autori riferiscono di accessi ai centri negati, dati riservati, spese con procedure d'emergenza e accordi di riservatezza per il personale.
Il premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo 2026, assegnato dal Parlamento europeo, è andato a un'inchiesta sull'accordo in materia di migrazione fra Italia e Albania, firmata dal giornalista italiano Giacomo Zandonini e dalla giornalista olandese Maite Vermeulen per la piattaforma giornalistica De Correspondent. Il riconoscimento, di 20.000 euro, è stato consegnato mercoledì 21 ottobre da un rappresentante della giuria indipendente, composta da giornalisti di tutti i Paesi dell'Unione, nella sala stampa «Daphne Caruana Galizia» del Parlamento a Strasburgo, alla presenza della presidente Roberta Metsola e della vicepresidente Pina Picierno, responsabile del premio. Fra il 4 maggio e il 31 luglio erano state presentate 344 candidature, dieci delle quali selezionate dalla giuria prima della scelta del vincitore.
Secondo il comunicato del Parlamento, i due autori hanno indagato per 18 mesi sull'accordo che ha permesso all'Italia di costruire in territorio albanese un centro di detenzione e un centro di smistamento per richiedenti asilo. Stando all'inchiesta, l'intesa aveva lo scopo di intercettare i migranti diretti in Italia e condurli in Albania, Paese fuori dall'Unione, per sottoporli a una procedura d'asilo accelerata e poi rimpatriarli nei Paesi d'origine. Zandonini e Vermeulen hanno presentato più di trenta richieste di accesso agli atti in sei Paesi europei, alla Commissione europea, al Consiglio dell'Ue e a Frontex, hanno seguito le tracce del denaro e intervistato personale dei centri, migranti trattenuti, avvocati, parlamentari, rappresentanti del governo e residenti in Albania. Il lavoro ripercorre le origini dell'accordo ed esamina perché diversi Paesi dell'Unione lo considerino un «modello innovativo» per il futuro della politica migratoria europea.
Gli autori riferiscono di ostacoli rilevanti: l'accesso ai centri gestiti dall'Italia in Albania è stato loro negato e alcune informazioni di base, come il numero delle persone trattenute, sono rimaste riservate. Hanno inoltre ricostruito che le spese sono state erogate con procedure d'emergenza, aggirando le normali procedure di appalto pubblico, e che al personale è stato chiesto di firmare accordi di riservatezza. «A nove anni dal brutale assassinio di Daphne Caruana Galizia, avvenuto perché aveva denunciato casi di corruzione, la nostra determinazione a ottenere giustizia resta forte come non mai», ha dichiarato Metsola. Negli anni precedenti il premio era andato, fra gli altri, all'indagine congiunta sul naufragio di Pylos (2023) e all'inchiesta di Lost in Europe sui minori stranieri non accompagnati scomparsi (2024).
Fonti
- Parlamento europeo — comunicati stampafonte ufficiale
Premio Caruana Galizia 2026: premiata l'inchiesta sull'accordo Italia-Albania sui migranti