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Venerdì 2 ottobre 2026 ultima edizione: 2 ott 2026 · RSS
Frontiere e Schengen

Causa contro Frontex per i respingimenti in Libia, le ong presentano nuove prove

Un rifugiato sudanese bloccato in Libia ha portato Frontex davanti al Tribunale dell'Ue nel 2024. Il 1° ottobre a Bruxelles Sea-Watch, Front-LEX e Refugees in Libya hanno accusato l'agenzia di passare i dati della sorveglianza aerea ai libici per intercettare i migranti in mare; Frontex respinge le accuse.

Edizione: 2 ott 2026 Lettura: 2 min Libia · Sudan · Unione europea

Un rifugiato sudanese di 31 anni, bloccato in Libia, ha fatto causa a Frontex davanti al Tribunale dell'Unione europea, e giovedì 1° ottobre a Bruxelles le organizzazioni che lo assistono hanno presentato quelle che indicano come nuove prove della collaborazione fra l'agenzia e la guardia costiera libica. Il ricorso, presentato nel 2024 con l'aiuto degli avvocati di Front-LEX, del movimento Refugees in Libya e della ong tedesca Sea-Watch, è ancora pendente: secondo i ricorrenti Frontex ha facilitato e facilita, con la sua sorveglianza aerea, l'intercettazione dei migranti in mare e il loro ritorno forzato in Libia. Lo riferiscono l'Associated Press e il Fatto Quotidiano. L'incontro si è svolto nel giorno in cui i ministri dell'Interno dei 27, a Lussemburgo, discutevano del rafforzamento dell'agenzia.

Il ricorrente, di cui per ragioni di sicurezza non è stato reso noto il nome (il Fatto lo indica con le iniziali F.M.), ha parlato in video da un luogo non rivelato in Libia: «Ho tentato più volte di fuggire da qui, ma senza successo a causa di Frontex e dei suoi alleati, cioè la guardia costiera libica», ha detto. Julia Winkler, portavoce di Sea-Watch, sostiene che l'organizzazione ha documentato come Frontex trasmetta i dati della sorveglianza alle imbarcazioni libiche più rapidamente e con una risoluzione più alta rispetto a quelli condivisi con le navi umanitarie: secondo Winkler l'agenzia fornisce alle autorità libiche le coordinate delle barche individuate da droni e aerei finanziati dall'Ue e «facilita attivamente e sistematicamente le intercettazioni, non certo i soccorsi». L'AP precisa di non aver potuto verificare queste affermazioni in modo indipendente; Frontex le respinge. «Oggi più che mai Frontex, il braccio lungo e violento dell'Europa, rende tutto più pericoloso», ha detto David Yambio, cofondatore di Refugees in Libya.

Frontex ha replicato di non fornire informazioni direttamente alla guardia costiera libica: l'agenzia allerta un centro di soccorso a Tripoli oppure lancia messaggi e «mayday relay» alle navi vicine in grado di intervenire. «Più gli aerei di Frontex volano nella zona, più riescono a vedere e più vite speriamo di poter salvare», ha detto il portavoce Chris Borowski. Per Iftach Cohen, l'avvocato di Front-LEX che rappresenta il ricorrente, la causa mira a porre fine a questa condivisione di informazioni e quindi a impedire che i rifugiati siano rimandati in Libia incontro alla morte o alla tortura: «Nessuno può fermare Frontex, se non i giudici». Nel 2021 le Nazioni Unite avevano trovato prove che contro i migranti in Libia potrebbero essere stati commessi crimini contro l'umanità, ricorda l'AP.

Fonti

  1. Newsday (AP)
    EU officials meet to strengthen border agency as refugee sues over alleged abuses in Libya (en)
  2. Il Fatto Quotidiano
    Migranti, le ong contro Frontex: ricorso alla Corte di Giustizia Ue
frontexlibiaguardia costiera libicasorveglianza aereasea-watchfront-lexrefugees in libyatribunale dell'unione europeanon respingimento

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