Linee guida EUAA sul Pakistan: chi ha alte probabilità di ottenere lo status di rifugiato
Approvate all'unanimità dal consiglio di amministrazione, le linee guida indicano i profili con alte probabilità di protezione e le zone di violenza indiscriminata. Fra agosto 2025 e luglio 2026 i pakistani hanno presentato circa 18.000 domande d'asilo nell'Ue+, soprattutto in Italia, Irlanda, Francia e Grecia, con un tasso di riconoscimento del 13%.
L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (EUAA) ha pubblicato le sue linee guida sul Pakistan («Country Guidance: Pakistan»), approvate all'unanimità dal consiglio di amministrazione dell'agenzia, e le ha presentate con un comunicato del 1° ottobre. Fondate sulle più recenti informazioni sui Paesi d'origine, esprimono la valutazione comune dei Paesi Ue+ sui possibili bisogni di protezione internazionale dei cittadini pakistani e servono ad aiutare chi decide le domande, a prescindere dalla procedura d'esame, e a rendere più omogenee le decisioni sull'asilo nell'Unione. Con il Pakistan salgono a otto i Paesi coperti dalle linee guida dell'EUAA. In base all'articolo 11 del regolamento EUAA, gli Stati membri devono tenere conto delle note di orientamento e dell'analisi comune quando esaminano le domande di protezione internazionale, ferma restando la loro competenza a decidere sui singoli casi.
Il contesto descritto dall'agenzia è quello di un clima politico rimasto teso dopo la destituzione del primo ministro Imran Khan nel 2022, con pressioni continue sull'opposizione e un emendamento costituzionale del novembre 2025 che ha ampliato il ruolo istituzionale delle forze armate, una ripresa dell'attività dei gruppi armati e periodi di tensione al confine con l'Afghanistan. Alcuni profili hanno alte probabilità di ottenere lo status di rifugiato: i leader e i membri di spicco del Pashtun Tahafuz Movement (PTM) e dei gruppi che difendono i diritti del popolo beluci, i giornalisti e gli altri operatori dei media critici, o considerati critici, verso le forze armate, le persone formalmente accusate di blasfemia e le persone con orientamento sessuale, identità ed espressione di genere o caratteristiche sessuali diverse (SOGIESC). Gli altri profili, che sono la grande maggioranza dei richiedenti, richiedono un esame più attento delle circostanze individuali: fra questi il personale scolastico, chi partecipa alle campagne di vaccinazione contro la poliomielite, le minoranze etniche e religiose (pashtun, beluci, ahmadi, cristiani, indù, musulmani sciiti compresi gli hazara), le donne, le ragazze e i bambini.
Quanto alla violenza indiscriminata in un conflitto armato, dovuta soprattutto agli scontri fra le forze armate pakistane e i gruppi di insorti, l'EUAA ritiene che sia presente, ma non a un livello elevato, nel Belucistan e nel Khyber Pakhtunkhwa meridionale e occidentale; nel resto del Paese un civile non corre un rischio reale di esserne colpito personalmente. L'alternativa di protezione interna può valere nelle città di Islamabad, Lahore e Karachi, i principali centri urbani ed economici, a seconda del profilo e delle circostanze del richiedente.
Fra agosto 2025 e luglio 2026 i cittadini pakistani hanno presentato circa 18.000 domande di protezione internazionale nell'Ue+, l'8% in meno rispetto ai dodici mesi precedenti; i principali Paesi di destinazione sono stati Italia, Irlanda, Francia e Grecia. Nello stesso periodo sono state emesse circa 23.000 decisioni di primo grado, con un tasso di riconoscimento Ue+ del 13%, e all'inizio di luglio 2026 quasi 24.000 domande erano ancora in attesa di una decisione di primo grado.
Fonti
- EUAA — Agenzia dell'Unione europea per l'asilofonte ufficiale
New EUAA Country Guidance on Pakistan (en)