Screening a tre mesi, Frontex fa il punto: serve più personale per i controlli sanitari
A Varsavia il 15 e 16 settembre Stati membri e agenzie hanno esaminato i primi tre mesi del regolamento sullo screening, in vigore dal 12 giugno. Tra le criticità: controlli sanitari, scambio di informazioni, infrastrutture. La FRA ha presentato la sua guida per i meccanismi di monitoraggio indipendente.
Il 15 e 16 settembre Frontex, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, ha ospitato a Varsavia un workshop sui primi tre mesi di applicazione del regolamento UE sullo screening, in vigore dal 12 giugno 2026 come parte del Patto su migrazione e asilo. Al tavolo, secondo il resoconto pubblicato dall'agenzia il 25 settembre, c'erano rappresentanti e operatori degli Stati membri, dei Paesi associati a Schengen e dei partner in fase di preadesione, la Commissione europea e le agenzie dell'Unione coinvolte: Europol, l'Agenzia dell'UE per l'asilo (EUAA), l'Agenzia per i diritti fondamentali (FRA) ed eu-LISA, oltre al Consiglio d'Europa.
Lo screening è una fase breve e strutturata di raccolta di informazioni, condotta dagli Stati membri: non è una procedura di asilo né di rimpatrio. Riguarda i cittadini di Paesi terzi che non soddisfano le condizioni d'ingresso previste dal diritto dell'Unione, siano essi fermati dopo un attraversamento non autorizzato della frontiera, richiedenti protezione internazionale durante i controlli di frontiera, persone sbarcate dopo un soccorso in mare o rintracciate sul territorio dopo aver eluso i controlli.
Il bilancio di Frontex è in chiaroscuro. Sul lato positivo, l'attuazione è avviata e ha rafforzato la cooperazione, non solo tra autorità nazionali e agenzie europee ma anche tra le diverse autorità di uno stesso Stato. Gli operatori hanno però indicato quattro nodi da sciogliere: i controlli sanitari, tra le fasi più impegnative del processo, richiederanno più personale formato; lo scambio di informazioni tra le autorità coinvolte nello screening e quelle degli altri Stati membri va migliorato; infrastrutture e risorse dovranno essere adeguate man mano che la procedura si consolida; gli Stati, con il sostegno delle agenzie, devono prepararsi meglio a eventi imprevisti con un forte afflusso di cittadini di Paesi terzi. Il clima, scrive l'agenzia, è stato costruttivo: le criticità sono state trattate come compiti di attuazione da affrontare insieme, non come ostacoli.
La seconda giornata ha incluso un panel sulla tutela dei diritti fondamentali durante lo screening, moderato dall'Ufficio per i diritti fondamentali di Frontex con i contributi della FRA e del Consiglio d'Europa, e un confronto tra operatori sulle sinergie tra screening e procedure di frontiera per l'asilo e il rimpatrio.
In una nota dello stesso 25 settembre la FRA ricorda che il regolamento obbliga gli Stati membri a istituire meccanismi di monitoraggio indipendente. Nel corso del workshop l'agenzia ha illustrato la propria guida su questi meccanismi, accompagnata da una metodologia dettagliata a supporto dei monitori, e ha annunciato ulteriori ricerche sui controlli medici preliminari e sulle valutazioni di vulnerabilità effettuate durante lo screening.
Fonti
- Frontexfonte ufficiale
Screening at three months: what's working and what needs work (en) - FRA — Agenzia dell'UE per i diritti fondamentalifonte ufficiale
Frontex holds screening workshop (en)