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Domenica 27 settembre 2026 ultima edizione: 27 set 2026 · RSS
Corti e giurisprudenza

Grecia, il Consiglio di Stato dichiara incostituzionali tre norme del Registro delle ONG

Con la decisione del 17 settembre la massima giurisdizione amministrativa greca ha bocciato il potere discrezionale del ministro di respingere le iscrizioni, l'obbligo di rivelare i finanziatori e il divieto di reiscrizione per due anni. Alla Corte di giustizia UE le questioni su GDPR e libertà di associazione.

Edizione: 26 set 2026 Lettura: 2 min Grecia

Il 17 settembre 2026 il Consiglio di Stato greco ha dichiarato incostituzionali alcuni dei pilastri del Registro delle organizzazioni non governative che operano nei settori della protezione internazionale, della migrazione e dell'integrazione sociale. Lo riferisce Melting Pot Europa in un'analisi di Ludovica Mancini. Il Registro era stato introdotto con la legge n. 4686/2020; la battaglia giudiziaria contro le sue regole, avviata nel 2020 da Refugee Support Aegean, HIAS Greece, Equal Rights Beyond Borders e altre organizzazioni, aveva già raccolto i richiami dell'Ombudsman greco, del Parlamento europeo e del Consiglio d'Europa.

Tre le disposizioni cadute: il potere discrezionale del ministro della Migrazione e dell'Asilo di respingere le richieste di iscrizione; l'obbligo per le organizzazioni di rendere noti i dettagli sui propri finanziatori; il divieto di reiscrizione al Registro per i due anni successivi alla cancellazione.

Il Consiglio di Stato ha inoltre sottoposto alla Corte di giustizia dell'Unione europea alcune questioni pregiudiziali sulla compatibilità con il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e con la libertà di associazione delle norme che subordinano l'iscrizione all'assenza di procedimenti penali a carico dei dirigenti o di condanne per diffamazione.

Il passaggio pesa perché in Grecia l'iscrizione al Registro è condizione per operare nelle strutture gestite dal ministero, dai centri di accoglienza ai centri di detenzione fino ai campi chiusi ad accesso controllato, e perché anche l'assistenza di base a persone prive di titolo di soggiorno può configurare il reato di facilitazione del soggiorno irregolare. La criminalizzazione dell'ingresso e del soggiorno irregolare, introdotta nel settembre 2025 e inasprita nel febbraio 2026, ha reso la mera appartenenza a un'organizzazione iscritta al Registro una circostanza aggravante specifica, che può trasformare reati minori in delitti puniti con sanzioni pecuniarie e reclusione fino a dieci anni.

Secondo Melting Pot la pronuncia incrina un meccanismo che, in nome della trasparenza e della qualità dei servizi, ha sottoposto la società civile a controlli sempre più pervasivi, in parallelo con l'uso dei procedimenti penali contro le organizzazioni di ricerca e soccorso nell'Egeo e con le campagne pubbliche contro gli operatori sul campo.

Fonti

  1. Melting Pot Europa
    Grecia: uno stop giudiziario alla repressione della società civile
greciaconsiglio di statoregistro ongsocietà civilelibertà di associazionecorte di giustizia uecriminalizzazione della solidarietà

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