Convenzione di Ginevra, 75 anni: l'UE rinnova l'impegno e punta sull'approccio per rotte
In una dichiarazione a nome degli Stati membri diffusa a New York, la commissaria Hadja Lahbib ricorda che l'UE dà protezione temporanea a oltre 4,8 milioni di persone fuggite dall'Ucraina e propone di intervenire lungo le rotte per individuare presto le vulnerabilità e prevenire gli abusi del sistema d'asilo.
«Settantacinque anni dopo, la Convenzione sui rifugiati continua a salvaguardare milioni di vite, garantendo a chi fugge dalle persecuzioni l'accesso alla protezione e ai diritti»: si apre così la dichiarazione che la commissaria europea Hadja Lahbib ha diffuso il 23 settembre da New York, a nome degli Stati membri, per il 75° anniversario della Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status dei rifugiati. In un momento di spostamenti forzati senza precedenti, si legge, il trattato resta attuale e va mantenuto come pietra angolare della protezione internazionale dei rifugiati; l'anniversario deve essere «un invito all'azione» a rafforzare la responsabilità collettiva e a rinnovare l'impegno verso l'istituto dell'asilo.
L'Unione e gli Stati membri riaffermano il loro «incrollabile impegno» verso la Convenzione, i suoi valori e principi, e verso l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), che ne è il principale garante. La dichiarazione ricorda che l'UE offre protezione temporanea a oltre 4,8 milioni di persone fuggite dalla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina e guida la risposta umanitaria dal Sudan alla Siria e al Myanmar, e assicura che continuerà ad accogliere rifugiati, a sostenere gli altri Paesi di accoglienza, a promuovere soluzioni durature e a rafforzare il sistema delle Nazioni Unite.
La parte più politica riguarda i movimenti misti. Chi fugge dalle persecuzioni, osserva il testo, percorre le stesse rotte di chi si sposta per altri motivi ed è molto esposto alle reti criminali transnazionali: sono viaggi che costano vite e rendono più difficile raggiungere chi ha bisogno di protezione. La risposta indicata è un approccio basato sulle rotte, che dovrebbe individuare presto le vulnerabilità, garantire una protezione equa e rapida a chi ne ha diritto e prevenire la migrazione irregolare, tutelando dagli abusi un sistema d'asilo costruito soltanto per chi fugge dalle persecuzioni. «Difendere la Convenzione significa difenderne l'integrità», conclude la dichiarazione, che si impegna a rispettare gli standard internazionali di protezione aiutando al tempo stesso il sistema ad adattarsi alla realtà attuale.
Fonti
- Commissione europea — Press cornerfonte ufficiale
Statement by Commissioner Lahbib on behalf of EU Member States on the 75th Anniversary of the 1951 Convention on the Status of Refugees (en)