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Venerdì 25 settembre 2026 ultima edizione: 25 set 2026 · RSS
Rimpatri ed espulsioni

Certificati per i CPR: l'audio agli atti, il protocollo di Ravenna e i dati della Toscana

Il manifesto rivela un colloquio tra un migrante e una dottoressa finito nell'inchiesta, Libero un protocollo del 2022 che affidava le visite al Pronto soccorso. In Toscana 34 dichiarazioni di inidoneità su 50 nel 2026 nell'Asl Toscana Centro, e Forza Italia propone un CPR a Sesto Fiorentino.

Edizione: 24 set 2026 Lettura: 2 min Italia

Emergono nuovi elementi sull'inchiesta della Procura di Ravenna sui presunti certificati medici falsi usati per evitare il trasferimento di stranieri nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). Dopo gli otto medici del reparto di Malattie infettive dell'ospedale di Ravenna indagati nella prima fase, l'indagine si è allargata con perquisizioni in diverse città; l'infettivologo Nicola Cocco è indagato per associazione per delinquere. Secondo il manifesto, tra gli atti c'è l'audio di un colloquio tra un migrante e una dottoressa che lo aveva visitato, acquisito dal telefono di Cocco: l'uomo dice che se verrà portato in un CPR si ucciderà, e per i pubblici ministeri, scrive il quotidiano, quella frase è un ricatto.

Libero ha invece pubblicato il protocollo firmato nel settembre 2022 dalla Prefettura e dall'ospedale di Ravenna, che affidava all'unità di Pronto soccorso e Medicina d'urgenza la responsabilità delle visite di idoneità degli stranieri da trasferire in un CPR, e non al reparto di Malattie infettive. Secondo il quotidiano, la consulenza infettivologica è entrata formalmente nel percorso solo con la procedura aziendale in vigore dall'8 settembre 2025, mentre i fatti contestati ai medici del reparto partono dal settembre 2024. Libero riporta anche alcuni messaggi di Cocco agli atti, tra cui la richiesta di ricevere copia delle certificazioni per tenerne «una mappatura». La capogruppo della lista civica La Pigna nel consiglio comunale di Ravenna, Veronica Verlicchi, ha annunciato un esposto per chiedere all'Ausl Romagna un'indagine amministrativa interna e una segnalazione al Garante della privacy.

In Toscana, rispondendo a un'interrogazione dei consiglieri regionali di Forza Italia Marco Stella e Jacopo Ferri, l'assessore regionale Monni ha riferito che nel territorio dell'Asl Toscana Centro sono stati dichiarati non idonei al trattenimento 46 stranieri irregolari su 105 lo scorso anno e 34 su 50 nell'anno in corso. I due consiglieri, che ritengono «assurdo» che la regione non abbia un CPR, propongono di realizzarne uno a Sesto Fiorentino e chiedono alla Regione di attivarsi con l'autorità giudiziaria e il ministero dell'Interno per verifiche ispettive sulle certificazioni.

Dall'altra parte, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (FNOMCeO) Filippo Anelli ha ribadito che «i medici non sono ausiliari delle politiche di sicurezza»: la tutela della sicurezza pubblica «appartiene ad altre istituzioni e non può essere trasferita sui medici, né può condizionarne il giudizio clinico». La CGIL ha organizzato presidi di solidarietà in diverse città con lo slogan «la cura non è reato», e il Tavolo asilo e immigrazione, di cui fa parte Amnesty International, ha definito i CPR incompatibili con i principi costituzionali.

Fonti

  1. il manifesto
    «Se vado nel Cpr mi uccido». Per i pm questo è un ricatto
  2. Libero Quotidiano
    I medici falsari nemici dei Cpr non dovevano visitare i migranti
  3. La Voce Apuana
    Migranti, Ferri: «Assurdo che in Toscana non ci sia un Cpr»
  4. focusonafrica.info
    Migranti, medici e il nodo dei CPR: cura e tutela della salute non sono un reato
cprmediciinchiestaravennacertificatitoscanafnomceotrattenimento

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