TRGA di Trento: la lista d'attesa non esonera dall'obbligo di accoglienza delle richiedenti asilo
Con sei ordinanze cautelari depositate l'11 settembre 2026, il tribunale amministrativo di Trento ha stabilito che l'inserimento in lista d'attesa non esaurisce gli obblighi dell'amministrazione verso sei donne richiedenti protezione internazionale rimaste senza accoglienza.
Il Tribunale regionale di giustizia amministrativa (TRGA) di Trento ha depositato l'11 settembre 2026 sei ordinanze cautelari a favore di altrettante donne richiedenti protezione internazionale, tra i 30 e i 50 anni, quattro provenienti dal Marocco, una dalla Turchia e una da El Salvador. Le ricorrenti, seguite dallo sportello di orientamento legale dell'Assemblea antirazzista Trento e dalla scuola Libera la Parola in collaborazione con Melting Pot Odv, erano rimaste per mesi fuori dal sistema di accoglienza nonostante avessero dichiarato la propria condizione di indigenza e l'assenza di un alloggio stabile.
Tra aprile e maggio 2026 le donne avevano chiesto formalmente l'accesso alle misure di accoglienza, ma il Commissariato del Governo aveva risposto soltanto con l'inserimento in una lista d'attesa, subordinando l'ingresso alla disponibilità di posti. Il tribunale ha ritenuto illegittimo questo silenzio, stabilendo che la nota di inserimento in lista è priva di valore provvedimentale e non esonera l'amministrazione dall'obbligo di provvedere.
La decisione richiama una giurisprudenza ormai consolidata, a partire dalla sentenza del Consiglio di Stato del 14 gennaio 2026, n. 302, e da precedenti dei TAR di Veneto, Lazio e Piemonte. Il giudice ha riconosciuto il fumus boni iuris e il periculum in mora e ha ordinato all'amministrazione di completare entro quindici giorni l'istruttoria sulla verifica dei requisiti di accesso.
Le organizzazioni che hanno assistito le ricorrenti definiscono le ordinanze un primo passo da vigilare, perché il giudice ha imposto l'accertamento eluso per mesi senza ordinare l'ingresso immediato in accoglienza. La rete attribuisce la responsabilità anche alla Provincia autonoma di Trento e cita l'accordo del 24 ottobre 2025 tra il presidente Maurizio Fugatti e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che avrebbe dimezzato i posti del sistema di accoglienza provinciale, da 700 a 350.
Fonti
- Melting Pot Europa
Accoglienza negata alle richiedenti asilo. Il TRGA di Trento dà ragione a sei donne: «La lista d’attesa non esclude l’inerzia»