Vai al contenuto
immigrazione.eu

Notizie quotidiane su immigrazione, asilo, frontiere e cittadinanza nell'Unione europea e in Italia.

Sabato 17 ottobre 2026 ultima edizione: 17 ott 2026 · RSS
Corti e giurisprudenza

Humanity 1, fermo illegittimo: gli ordini libici di respingimento non vincolano

Con la sentenza del 23 settembre, resa nota a inizio ottobre, la Corte d'appello di Catanzaro ha ribaltato la decisione del Tribunale di Crotone sul fermo del 2023: la Libia non è un luogo sicuro. Due giorni dopo le autorità italiane hanno fermato la Sea Punk I con la stessa contestazione.

Edizione: 17 ott 2026 Lettura: 2 min Italia · Libia

La Corte d'appello di Catanzaro ha dichiarato illegittimo il fermo amministrativo imposto nel dicembre 2023 alla Humanity 1, la nave della ong tedesca SOS Humanity. Con la sentenza del 23 settembre 2026, resa nota dall'organizzazione a inizio ottobre, i giudici hanno respinto la tesi del ministero secondo cui il comandante non aveva rispettato le istruzioni della cosiddetta Guardia costiera libica: un ordine che ha per effetto il respingimento delle persone in Libia non è mai vincolante, e una nave che si rifiuta di eseguirlo non può essere sanzionata. Il soccorso delle 46 persone salvate il 30 novembre 2023 è avvenuto, secondo la Corte, nel pieno rispetto del diritto marittimo internazionale e del diritto europeo.

Richiamando la sentenza n. 101/2025 della Corte costituzionale, la Corte d'appello ha ribadito che un soccorso in mare si conclude solo con lo sbarco dei sopravvissuti in un luogo dove la loro vita e i loro diritti fondamentali siano tutelati, e che gli ordini che violano quest'obbligo non vincolano nessuno. La nave era stata fermata il 2 dicembre 2023 in base al decreto Piantedosi sulle ong, con l'accusa al comandante di non aver obbedito alle autorità libiche e di aver «contribuito a creare una situazione di pericolo»; il 13 febbraio 2025 il Tribunale di Crotone aveva respinto il ricorso della ong, ritenendo che i libici stessero conducendo correttamente i soccorsi. «Questa importante sentenza ribadisce chiaramente che la Libia non è un luogo sicuro», ha commentato l'avvocata di SOS Humanity Cristina Laura Cecchini. Per la collega Giulia Crescini la decisione è un precedente prezioso per i procedimenti in corso e chiarisce che un tribunale deve valutare se le persone soccorse sarebbero realisticamente sbarcate in un luogo sicuro.

Due giorni dopo la sentenza, il 25 settembre, le autorità italiane hanno disposto un fermo amministrativo di 15 giorni e una multa di 7.500 euro alla Sea Punk I, accusando il comandante di non aver seguito le istruzioni della Guardia costiera libica. Il 10 settembre la nave aveva soccorso 20 persone vicino alla piattaforma petrolifera di Bouri, in acque internazionali, in stretto coordinamento con le autorità italiane competenti, sostiene la Justice Fleet, l'alleanza di navi di soccorso di cui fa parte. Per l'alleanza, nata nel novembre 2025, è l'undicesimo fermo: in tutto le sue navi sono rimaste bloccate per più di 310 giorni. La portavoce Giulia Messmer chiede la fine immediata della cooperazione europea con la Guardia costiera libica. Melting Pot Europa, che il 16 ottobre ha messo in fila i due casi, li legge come il segno di un governo che continua ad applicare il decreto Piantedosi come strumento punitivo anche quando la giurisprudenza lo ritiene in molte parti non vincolante.

Fonti

  1. Melting Pot Europa
    Ordini libici e fermi illegittimi: Humanity 1 vince in appello, ma la Sea Punk I viene bloccata
  2. CatanzaroInforma
    Nave Humanity 1, stop al fermo: il tribunale dichiara illegittima la detenzione della ONG
  3. la Repubblica
    Migranti, i giudici di Catanzaro: «Libia Paese insicuro, no ai fermi delle ong che disobbediscono»
ricerca e soccorsoonghumanity 1sos humanitysea punk ijustice fleetguardia costiera libicadecreto piantedosifermo amministrativocorte d'appello di catanzaroluogo sicuro

Altre notizie su corti e giurisprudenza

Tutte →

Dalla stessa edizione

L'edizione completa →
Unione europea

Vertice Ue: quadro d'emergenza contro la strumentalizzazione, nessuna censura a Madrid

Le conclusioni del Consiglio europeo accolgono il lavoro della Commissione su un quadro di risposta alle crisi, riconoscono la «situazione specifica» di Ceuta e Melilla e rinviano il tema a un prossimo vertice. Bloccato il tentativo di Danimarca, Polonia e Italia di inserire un monito contro le regolarizzazioni. Meloni riunisce 18 Paesi sulle «soluzioni innovative».

17 ott 2026 · Commissione europea — Press corner, Presidenza del Consiglio dei ministri, ANSA e altre
Unione europea

Tratta di esseri umani, nuova strategia Ue: oltre 20.000 vittime registrate nel 2023-2024

Presentata dalla Commissione il 16 ottobre insieme al sesto rapporto sui progressi: le vittime registrate sono aumentate del 16,1% e il 64% non ha la cittadinanza di un Paese dell'Unione. Sei priorità, dalla tecnologia alle imprese, dalla criminalità organizzata ai rischi legati alla migrazione.

17 ott 2026 · Commissione europea — Press corner, Commissione europea — DG Migrazione e Affari interni