Frontex sospende il programma di reintegrazione: fondi 2026 esauriti, stop ai nuovi casi
Dal 2 ottobre l'agenzia non accetta nuove richieste di sostegno al reinserimento di chi rientra nel Paese d'origine: la domanda ha superato le previsioni. In Germania alcuni Länder hanno dovuto fermare partenze volontarie già programmate.
L'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha smesso di accettare nuovi casi nel suo programma di reintegrazione, l'European Reintegration Programme (EURP), che dal 2022 aiuta chi torna nel Paese d'origine dopo aver perso il diritto di restare nell'Unione: i fondi del 2026 sono finiti con tre mesi d'anticipo. Lo hanno rivelato il 14 ottobre un'inchiesta delle emittenti pubbliche tedesche WDR e NDR, pubblicata da tagesschau.de, e Politico Europe, ripreso da UA.NEWS. Un portavoce dell'agenzia ha confermato: vista la «domanda molto elevata di sostegno alla reintegrazione quest'anno», le risorse dell'EURP per il 2026 sono «già interamente impegnate» e per il momento non vengono accettati nuovi casi.
Secondo Politico la sospensione è scattata il 2 ottobre e non riguarda chi è già stato ammesso al programma, che offre sostegno economico, assistenza sanitaria, formazione professionale e consulenza; Frontex continuerà a fornire agli Stati membri le altre forme di sostegno ai rimpatri, operative e tecniche. La domanda è andata oltre le previsioni: in media l'agenzia ha preso in carico 2.368 nuovi casi al mese, a settembre il 63% in più dell'obiettivo, e nel primo semestre del 2026 circa il 75% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Frontex ha chiesto fondi aggiuntivi alla Commissione europea e attende chiarezza sul bilancio dell'UE per il 2027 e sul prossimo quadro finanziario pluriennale, che partirà nel 2028. «I rimpatri non finiscono quando atterra l'aereo», ha osservato il portavoce Chris Borowski, citato da Politico.
In Germania gli effetti sono già visibili. Nel 2025 il programma ha sostenuto, con denaro o con beni e servizi, quasi 20.000 persone in tutta l'Unione, di cui 9.708 in Germania; per una persona il valore degli aiuti — alloggio nei primi giorni dopo l'arrivo, reinserimento, cure mediche — può superare i 3.000 euro. Secondo il rapporto annuale di Frontex per il 2024, quell'anno il budget complessivo del programma era di circa 30 milioni di euro; quello del 2026 la Commissione non lo ha comunicato. Il ministero dell'Interno tedesco, informato da Frontex il 2 ottobre, sostiene che si può rientrare anche senza le prestazioni di reintegrazione, ma diversi Länder hanno dovuto fermare partenze già programmate: in Bassa Sassonia, nei primi nove mesi dell'anno, oltre mille persone erano partite con l'EURP, in Nordreno-Vestfalia quasi duemila fino a fine settembre. Nel 2025 la Germania ha espulso circa 23.000 persone, mentre oltre 36.000 sono rientrate volontariamente.
Secondo WDR e NDR, Frontex aveva avvertito la Commissione già mesi fa che quest'anno le richieste sarebbero state molto superiori al previsto, senza che i fondi venissero aumentati; la Commissione non ha risposto alle domande dei giornalisti. Lo stop arriva mentre l'Unione punta ad aumentare i rimpatri: nella lettera ai leader del 13 ottobre la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, chiede più rimpatri e più poteri per Frontex.
Fonti
- tagesschau.de (WDR/NDR)
Trotz Warnungen: EU-Fördertopf für freiwillige Ausreisen ist leer (de) - UA.NEWS
Frontex suspends reintegration programme over lack of funds — Politico (en) - The Submarine
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