La Corte di Strasburgo condanna la Grecia per le condizioni a Ritsona e Moria
Sentenza del 24 settembre: le condizioni di vita nel campo di Ritsona e nel centro di identificazione di Moria, a Lesbo, hanno violato il divieto di trattamenti inumani o degradanti. Agli otto ricorrenti risarcimenti fra 3.000 e 8.000 euro, riferisce l'ECRE.
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato la Grecia per le condizioni di accoglienza in due strutture per richiedenti asilo. Con una sentenza del 24 settembre sul caso «A.M. e altri», riferisce l'ECRE (8 ottobre), i giudici di Strasburgo hanno stabilito che i ricorrenti, ospitati nel campo di Ritsona e nel centro di accoglienza e identificazione di Moria, sull'isola di Lesbo, erano stati sottoposti a condizioni di vita estremamente precarie, in violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che vieta i trattamenti inumani o degradanti. La Grecia dovrà versare agli otto ricorrenti risarcimenti per danni non patrimoniali compresi fra 3.000 e 8.000 euro.
Una delle ricorrenti, indicata come R.M., alla quale era stato negato un accesso tempestivo alle cure essenziali per l'HIV, ha detto all'organizzazione HIAS Greece, che l'ha rappresentata, che la sentenza è «molto più di una decisione giudiziaria»: «È il riconoscimento del valore e della dignità della vita umana, e un'affermazione essenziale della tutela dei diritti umani».
Fonti
- ECRE
MEDITERRANEAN: NGO questions states' willingness to save lives after latest tragedy ― Trial of human rights defenders in Greece postponed until April 2027 ― European Court condemns Greece over poor reception conditions (en)