Caporalato nel Casertano: braccianti reclutati a Villa Literno, 80 centesimi a cassetta
Inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere e dei carabinieri del Comando tutela del lavoro: otto indagati, misure cautelari per quattro. Le vittime, in gran parte indiani e pakistani senza permesso di soggiorno, lavoravano fino a 14 ore al giorno, sette giorni su sette.
Un'indagine sul caporalato durata oltre due anni, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e condotta dai carabinieri del Comando tutela del lavoro, ha portato a otto indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro in provincia di Caserta. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre persone, due cittadini indiani e un albanese, e l'obbligo di dimora per un quarto indagato, di origine marocchina; ad altri quattro, fra cui il titolare di un'azienda agricola, è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini. Lo riferisce Stranieri in Italia (8 ottobre).
Secondo gli investigatori i braccianti, in prevalenza indiani e pakistani privi di permesso di soggiorno, venivano reclutati ogni mattina lungo le strade di Villa Literno, in particolare nei pressi di alcune rotatorie, e portati nelle aziende agricole della zona, anche a Casal di Principe e Grazzanise: su furgoni omologati per nove passeggeri ne viaggiavano fino a 25-30, a volte in mezzi per il trasporto merci senza finestrini. Turni fino a 14 ore al giorno, sette giorni su sette e con qualsiasi tempo; paghe da 80 centesimi a 1,50 euro per cassetta raccolta, oppure tre-quattro euro l'ora, o ancora 30 euro al giorno per i nuovi arrivati e fino a 50 per chi aveva più anzianità. Mancavano servizi igienici, punti di ristoro e controlli sanitari; era vietato usare il telefono o assentarsi per malattia, e i caporali minacciavano di interrompere il rapporto se la produttività calava o se, durante un controllo delle forze dell'ordine, i braccianti non fuggivano.
L'inchiesta è partita dalla denuncia di uno dei lavoratori, a cui si sono aggiunte altre testimonianze: in tutto 17 braccianti hanno collaborato con gli investigatori, che hanno ricostruito il sistema con dichiarazioni, appostamenti e riprese video. Chi ha collaborato è stato trasferito in località protette, con la prospettiva di percorsi di tutela e di inserimento sociale e lavorativo. Il procuratore Pierpaolo Bruni ha sottolineato la gravità di un fenomeno che avveniva alla luce del sole e l'indifferenza di chi assisteva ogni giorno al reclutamento senza denunciarlo.
Fonti
- Stranieri in Italia
Caporalato nel Casertano, braccianti sfruttati fino a 14 ore al giorno per 80 centesimi a cassetta