Manica, finisce l'accordo «uno dentro, uno fuori» fra Regno Unito e Francia
Parigi non ha voluto prorogare il progetto pilota sui rinvii dei migranti arrivati in piccole imbarcazioni e Londra non accetta più nuovi casi. Secondo il ministro francese Nuñez, 951 persone erano state rimandate in Francia e 935 ammesse nel Regno Unito. Le Ong denunciano violenze sui rinviati; Londra riapre alcune vie legali per i rifugiati.
Il Regno Unito e la Francia chiudono l'accordo «one in, one out» («uno dentro, uno fuori») sulle traversate della Manica. Il 30 settembre una fonte del ministero dell'Interno francese ha detto all'agenzia Reuters che con i britannici si stavano discutendo «i termini dell'uscita dall'accordo»: secondo la Reuters, Parigi non era disposta a prorogare il progetto pilota, ormai in scadenza, e il ministero non ha voluto spiegare perché. Il ministero dell'Interno britannico ha fatto sapere che non tratta più nuovi casi nell'ambito del progetto pilota, ma che continuerà a collaborare con la Francia contro le traversate e che nelle prossime settimane rimanderà ancora migranti in Francia. Secondo il bollettino settimanale dell'ECRE (European Council on Refugees and Exiles), l'intesa è scaduta senza essere rinnovata.
L'accordo, annunciato l'anno scorso, permetteva a Londra di rimandare in Francia i migranti arrivati irregolarmente in piccole imbarcazioni in cambio dell'ingresso legale di un numero equivalente di richiedenti asilo con legami familiari nel Regno Unito. Il ministro dell'Interno francese Laurent Nuñez ha indicato in 951 le persone rimandate in Francia e in 935 quelle ammesse legalmente nel Regno Unito. A giugno, davanti ai deputati francesi, Nuñez aveva detto che la Francia voleva puntare su «un approccio più europeo»: «Non si può pretendere che la Francia porti da sola la responsabilità del controllo di una frontiera esterna dell'Ue i cui attraversamenti irregolari si spiegano soprattutto con le carenze nei controlli dei Paesi di primo ingresso e con i movimenti secondari all'interno dello spazio Schengen». Secondo i dati del ministero dell'Interno britannico, a fine settembre le traversate riuscite nel 2026 erano oltre il 40% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Sull'accordo pesano le denunce delle organizzazioni umanitarie raccolte dall'ECRE. Samusocial Paris, incaricata dall'agenzia sanitaria dell'Île-de-France di dare le prime cure a chi viene rimandato in Francia, ha documentato i casi di 90 giovani uomini con segni compatibili con violenze fisiche e psicologiche recenti e con le conseguenze di una detenzione prolungata, che collega «esplicitamente» all'attuazione dell'accordo. In una riunione al parlamento britannico, la responsabile di Humans for Rights Network, Maddie Harris, ha riferito che diverse Ong hanno compilato un elenco di almeno 41 ragazzi e giovani di età contestata che sarebbero stati rimandati in Francia illegalmente.
Intanto Londra riapre alcune vie legali. Nel discorso alla conferenza del Partito laburista del 28 settembre, la ministra dell'Interno Shabana Mahmood ha annunciato che il programma di reinsediamento UK Resettlement Scheme riaprirà a ottobre e che circa un quarto degli arrivi previsti riguarderà donne e ragazze afghane e persone palestinesi; sempre a ottobre apriranno le domande per un programma di sponsorizzazione comunitaria e per una via di accesso per studio, mentre una via per lavoro aprirà nella primavera del 2027. A settembre almeno quattro persone sono morte nella Manica in incidenti diversi: il 28, secondo le autorità francesi, un bambino di 10 anni e due donne di trent'anni sono morti su una barca partita da Sangatte con 105 persone a bordo.
Fonti
- Yahoo News (Reuters)
France and Britain in talks to end 'one in, one out' migrant deal (en) - ECRE
UK: More deaths in the Channel ― Legal proceedings relating to small boat crossings ― End of ‘One in, one out’ migration scheme ― NGO documents injuries on people returned to France ― NGO reports disappearance of ‘hundreds’ of returnees ― Government announces (re)opening of refugee resettlement routes (en)