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Domenica 4 ottobre 2026 ultima edizione: 4 ott 2026 · RSS
Frontiere e Schengen

Mediterraneo centrale, meno arrivi ma più morti: una vittima ogni 23 persone arrivate

Per la commemorazione del naufragio del 3 ottobre 2013, UNHCR, Unicef e OIM contano circa 1.000 morti e dispersi lungo la rotta da gennaio a fine settembre, con gli arrivi dimezzati rispetto al 2025: il rapporto fra vittime e arrivi passa da uno su 60 a uno su 23. Quasi 27.000 i morti dal 2014.

Edizione: 3 ott 2026 Lettura: 2 min Italia · Libia

In occasione della commemorazione delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), l'Unicef e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) hanno diffuso nuovi dati sul Mediterraneo centrale, ripresi dall'agenzia AGI. Nel 2026 gli arrivi via mare si sono dimezzati rispetto all'anno precedente, ma «il rapporto tra il numero di morti e dispersi e di persone arrivate lungo la rotta del Mediterraneo Centrale rimane drammaticamente elevato».

Da inizio anno a fine settembre le agenzie hanno registrato circa 1.000 persone morte o disperse lungo questa rotta, quasi quattro al giorno. Il rischio per chi parte è cresciuto: nello stesso periodo dell'anno scorso si contava un morto ogni 60 arrivi, nel 2026 uno ogni 23. «È come se un naufragio delle stesse proporzioni di quello del 3 ottobre 2013 si fosse ripetuto ogni due mesi, per tredici anni consecutivi», scrivono le agenzie, precisando che è una stima per difetto. Dal 2014 le vittime nel Mediterraneo centrale sono quasi 27.000, circa il 75% di tutti i decessi documentati nel Mediterraneo negli ultimi dodici anni; per circa due terzi di loro, quasi 18.000 persone, non è stato possibile recuperare la salma.

Cambia anche il profilo di chi parte: sono sempre di più le bambine, i bambini e gli adolescenti che attraversano il mare da soli. Negli ultimi tredici anni oltre 190.000 minorenni sono arrivati in Italia attraverso il Mediterraneo centrale, più del 75% senza accompagnatori. Da gennaio a metà settembre 2026, inoltre, 17.067 persone sono state intercettate in mare e riportate in Libia, una cifra simile a quella degli arrivi sulle coste italiane nello stesso periodo.

Le tre agenzie chiedono di ampliare i canali regolari e sicuri di ingresso, come alternativa concreta ai viaggi irregolari e come sostegno ai Paesi di primo approdo nella gestione dei flussi. «I dati confermano una verità scomoda: la crisi umanitaria nel Mediterraneo non si è mai conclusa, si è solo allontanata dai nostri occhi», affermano.

Fonti

  1. AGI
    Migranti, meno arrivi nel 2026 ma più vittime e minori soli
mediterraneo centralemorti in mare3 ottobrelampedusaminori non accompagnatiunhcrunicefoimlibia

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