Rapporto ActionAid: nel 2025 solo un ingresso nei CPR su quattro è finito in rimpatrio
Nel 2025 i CPR hanno registrato 6.835 ingressi, il valore più alto dal 2015, ma i rimpatri eseguiti dai centri sono stati 1.732: il 25,3%. Secondo il rapporto «Espulsioni» di ActionAid e Università di Bari, i rimpatri forzati crescono soprattutto fuori dai centri, mentre aumentano i giorni di trattenimento e il costo di ogni rimpatrio.
Nel 2025 l'Italia ha eseguito 4.784 rimpatri forzati, ma soltanto 1.732 hanno riguardato persone trattenute nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR): gli altri 3.052 riguardano persone che in un CPR non erano mai entrate. Sono i dati del rapporto «Espulsioni. Un'analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025», realizzato da ActionAid Italia con il Dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Bari Aldo Moro e presentato il 2 ottobre insieme all'aggiornamento della piattaforma di dati aperti Trattenuti, come riporta Stranieri in Italia. I numeri vengono da richieste di accesso rivolte ai ministeri e alle prefetture.
Nel 2025 gli ingressi nei CPR sono stati 6.835, il valore più alto del periodo esaminato: il rapporto fra persone trattenute e persone rimpatriate dai centri si ferma così al 25,3%. Nel 2022, con dieci centri operativi, gli ingressi erano stati 6.457 e i rimpatri dai centri 3.154; nel 2025 i CPR in funzione sono saliti a undici, mentre i rimpatri dai centri sono scesi a 1.732, il 45,1% in meno. Nello stesso periodo i rimpatri forzati complessivi sono cresciuti del 22,2%, da 3.916 a 4.784, soprattutto per gli allontanamenti eseguiti fuori dai CPR, passati da 762 a 3.052.
Il rapporto misura anche l'intensità della detenzione, cioè le giornate complessive di trattenimento per ogni rimpatrio eseguito dai centri: fra il 2018 e il 2024 oscillavano fra circa 62 e 84, nel 2025 sono salite a circa 148, quasi il doppio. Sempre fra il 2018 e il 2024, oltre 2.000 persone sarebbero state trattenute senza concrete prospettive di allontanamento, anche per la mancanza di accordi bilaterali con alcuni Paesi d'origine. Il costo del sistema di trattenimento per ogni rimpatrio dai centri sarebbe passato da circa 6.455 euro nel 2023 a 16.560 euro nel 2025 (+156,5%), e la spesa per la detenzione fra il 2018 e il 2025, compresi i Ctra (i centri di trattenimento per i richiedenti asilo in procedura di frontiera), avrebbe raggiunto almeno 217,1 milioni di euro, per il 66,2% concentrati nel triennio 2023-2025.
Allargando lo sguardo al periodo 2015-2025, il rapporto conta circa 302.000 provvedimenti di allontanamento e circa 66.000 rimpatri complessivi, compresi i rientri autonomi e i rimpatri volontari assistiti: in media circa 22 ogni 100 provvedimenti. «Qual è il vero obiettivo dei CPR?», chiede Fabrizio Coresi, esperto di migrazioni di ActionAid: secondo Coresi i dati del ministero dell'Interno mostrano che l'aumento della capacità detentiva non si traduce automaticamente in più rimpatri dai centri. L'organizzazione ricorda che il trattenimento è una misura eccezionale che, per legge, deve essere legata alla concreta possibilità di eseguire l'allontanamento.
Fonti
- Stranieri in Italia
Rimpatri, ActionAid: nel 2025 solo il 25,3% degli ingressi nei CPR si è tradotto in un rimpatrio