Grecia, il 6 ottobre a Rodi il processo a Tommy Olsen e Panayote Dimitras
Il fondatore di Aegean Boat Report e il rappresentante del Greek Helsinki Monitor sono accusati di favoreggiamento dell'ingresso irregolare per aver assistito richiedenti asilo e documentato i respingimenti a Kos nel 2021. Amnesty International chiede di ritirare le accuse: rischiano fino a 20 anni di carcere.
Il 6 ottobre si apre a Rodi il processo contro Tommy Olsen, fondatore di Aegean Boat Report, e Panayote Dimitras, rappresentante del Greek Helsinki Monitor, accusati dalle autorità greche di favoreggiamento dell'ingresso e della permanenza irregolare di cittadini di Paesi terzi. Al centro del procedimento ci sono le attività svolte dai due nel 2021 sull'isola di Kos: assistere persone che chiedevano protezione internazionale e documentare le violazioni dei diritti umani alle frontiere greche, compresi i respingimenti (pushback). Lo ricorda Amnesty International, che con un comunicato del 2 ottobre chiede che le accuse vengano ritirate, riferisce Melting Pot Europa.
Secondo Amnesty, nulla indica che l'attività dei due sia andata oltre il sostegno alle persone nell'esercizio dei propri diritti e la documentazione della situazione alle frontiere; l'organizzazione denuncia l'uso contro chi tutela i diritti umani della legislazione greca sul traffico di migranti, formulata in termini ampi e vaghi. Se condannati, Olsen e Dimitras rischiano fino a 20 anni di carcere. Dimitras è sottoposto dal 2023 a misure cautelari molto restrittive: non può lasciare la Grecia, deve presentarsi periodicamente alla polizia e ha dovuto versare una cauzione di 10.000 euro.
Il caso è già passato dalla Norvegia. Nel marzo 2026 Olsen era stato arrestato nella sua casa di Tromsø su mandato d'arresto europeo emesso dalle autorità greche nell'inchiesta avviata nel 2022, e rilasciato dopo alcuni giorni in attesa della decisione sull'estradizione. Il 15 maggio la Corte d'appello di Hålogaland ha respinto definitivamente la richiesta greca: le condotte contestate non sono reato per la legge norvegese e l'estradizione avrebbe messo concretamente a rischio la sua libertà di espressione. La decisione non è stata impugnata, ma in Grecia il mandato d'arresto e le accuse sono rimasti in vigore.
Olsen ha fondato Aegean Boat Report nel 2017 per monitorare gli arrivi sulle isole greche, documentare le situazioni di pericolo e denunciare le violazioni dei diritti delle persone in movimento; Dimitras, con il Greek Helsinki Monitor, ha documentato violenze razziste e violazioni dei diritti dei migranti e presentato denunce alle autorità greche sui presunti pushback. Melting Pot ricorda che nel gennaio 2026, dopo sette anni di procedimento, 24 operatori umanitari accusati anch'essi di favoreggiamento dell'ingresso irregolare erano stati assolti a Lesbo dalle accuse più gravi legate alle attività di soccorso e assistenza.
Fonti
- Melting Pot Europa
Il caso Aegean Boat Report: al via il processo contro i due difensori dei diritti umani