Bologna, status di rifugiato a un pakistano perseguitato per l'orientamento sessuale
Con decreto del 27 marzo 2026 il giudice ha ribaltato il diniego della Commissione territoriale, che aveva giudicato il racconto sommario e stereotipato. Decisiva la relazione dell'ente anti-tratta e il beneficio del dubbio sulle vicende legate all'identità più profonda della persona.
Il Tribunale di Bologna, con decreto del 27 marzo 2026 segnalato da Melting Pot Europa, ha riconosciuto lo status di rifugiato a un giovane cittadino pakistano che aveva lasciato il Paese d'origine a causa di persecuzioni familiari e sociali legate al suo orientamento sessuale, comprese minacce di morte da parte di un cugino e violenze subite.
La Commissione territoriale aveva escluso i presupposti sia per il rifugio sia per le altre forme di protezione, ritenendo le dichiarazioni del richiedente troppo sommarie e stereotipate, prive di dettagli sufficienti sulle persecuzioni. In fase istruttoria il giudice designato, ritenendo necessario approfondire il racconto e il percorso migratorio, ha inviato il richiedente all'ente anti-tratta, con il quale l'uomo ha svolto diversi colloqui. Dalla relazione dell'ente sono emerse, oltre alle ragioni della fuga, le violenze e lo sfruttamento subiti in Libia e il fatto che oggi, per il contesto sociale e culturale di provenienza, egli stesso non si riconosce come omosessuale.
Sulla valutazione di credibilità il Tribunale, richiamando la giurisprudenza di legittimità, ha osservato che anche in presenza di incongruenze la narrazione complessiva può essere considerata credibile, perché il beneficio del dubbio è tanto più necessario quando si tratta di vicende strettamente connesse al vissuto più profondo della persona e alla sua identità.
Dopo l'esame delle informazioni sul Paese d'origine, dalle quali risulta che in Pakistan l'omosessualità è sanzionata penalmente, che le sanzioni vengono effettivamente applicate e che le minoranze LGBT subiscono trattamenti discriminatori e violenti documentati da fonti internazionali, il giudice ha riconosciuto lo status di rifugiato, in ragione delle persecuzioni legate all'orientamento sessuale e del rischio di discriminazioni e violenze in caso di rimpatrio.
Fonti
- Melting Pot Europa
Pakistan – Riconoscimento dello status di rifugiato sulla base del (percepito) orientamento sessuale