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Martedì 22 settembre 2026 ultima edizione: 22 set 2026 · RSS
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Scuola, allo studio un tetto del 30% per classe agli alunni extra-UE senza l'italiano

Secondo le anticipazioni di Repubblica riprese da Stranieri in Italia, la norma renderebbe vincolante la soglia della circolare Gelmini del 2010, ma solo per gli studenti di Paesi terzi con gravi lacune linguistiche. Presidi e sindaci avvertono che nei quartieri ad alta presenza straniera il limite è difficile da rispettare; a La Spezia il caso di una classe con 20 alunni stranieri su 23.

Edizione: 22 set 2026 Lettura: 3 min Italia

Un limite del 30% per classe, ma non applicato indistintamente a tutti gli studenti stranieri: è questo, secondo le anticipazioni di Repubblica riprese da Stranieri in Italia, il punto centrale del provvedimento sulla scuola annunciato domenica dalla presidente del Consiglio. La norma dovrebbe riguardare in particolare gli studenti con cittadinanza di Paesi non appartenenti all'Unione europea che presentano difficoltà significative nella conoscenza dell'italiano, e non automaticamente tutti gli alunni con cittadinanza non italiana né gli studenti europei.

La soglia non è nuova: l'aveva introdotta la circolare n. 2 dell'8 gennaio 2010 dell'allora ministra Mariastella Gelmini, con carattere prevalentemente indicativo e un'applicazione rimasta molto disomogenea, soprattutto nelle aree urbane. Il governo punta ora a rendere il criterio cogente con una norma di legge. Restano da definire come verranno valutate le competenze linguistiche (si parla di test scolastici) e come avverrebbe la redistribuzione: l'ipotesi è che gli alunni siano prima distribuiti tra le classi dello stesso istituto e, quando non è possibile, trasferiti in scuole vicine con il coinvolgimento degli Uffici scolastici regionali.

Il provvedimento interesserebbe una parte degli oltre 900 mila studenti con cittadinanza non italiana: nell'anno scolastico 2024/2025 erano 931.323, l'11,6% della popolazione scolastica, e circa due terzi sono nati in Italia. Circa il 65% frequenta scuole del Nord e la sola Lombardia ne raccoglie un quarto, mentre in molte regioni meridionali le percentuali restano sotto il 5%. Proprio questa concentrazione è il principale problema applicativo: in alcune scuole e quartieri la presenza di alunni di origine straniera supera già ampiamente il 30%. Il presidente dell'Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli ha osservato che, soprattutto nell'infanzia e nella primaria, le scuole devono accogliere i residenti del territorio e che la questione non si risolve con la sola organizzazione scolastica, perché dipende dalla distribuzione della popolazione nelle città.

A Firenze, dove gli alunni senza cittadinanza italiana sono 19.267 (il 18% della popolazione scolastica, il 21% nelle primarie), la sindaca Sara Funaro ha definito la misura «inutile e dannosa»: «Nelle nostre classi ci sono bambine e bambini nati in Italia, che parlano fiorentino, ma che per la legge attuale rientrano ancora in quelle percentuali», e ha chiesto di finanziare centri di alfabetizzazione, sostegno linguistico e progetti d'integrazione. Le ha replicato l'europarlamentare di Fratelli d'Italia Francesco Torselli, per il quale il limite è «puro buon senso» per evitare classi-ghetto. Per la deputata del Partito Democratico Ouidad Bakkali, intervistata dal manifesto, si tratta invece «solo di propaganda, e molto violenta»: i Comuni conoscono in anticipo il numero dei bambini soggetti all'obbligo scolastico e le soluzioni esistono già.

Intanto a La Spezia il consigliere regionale Gianmarco Medusei ha presentato un'interrogazione alla giunta ligure sul complesso scolastico 2 Giugno, dove, secondo la segnalazione di alcuni genitori delle prime elementari, in una classe di 23 bambini solo tre avrebbero la cittadinanza italiana. «Se il dato di 20 alunni con cittadinanza non italiana su 23 fosse confermato, si tratterebbe di una presenza pari a circa l'87%», ha osservato Medusei, chiedendo che l'Ufficio scolastico regionale verifichi se le deroghe alla soglia del 30% siano state usate nel rispetto delle condizioni previste.

Fonti

  1. Stranieri in Italia
    Scuola, verso il tetto del 30% per gli alunni stranieri con difficoltà in italiano
  2. Firenze e dintorni
    Tetto agli alunni stranieri, Funaro: «Una misura inutile e dannosa»
  3. La Nazione
    In classe solo tre bimbi italiani. Scoppia il caso alla 2 Giugno: "Numeri fuori dalle regole"
  4. il manifesto
    Ouidad Bakkali (Pd): «È solo propaganda, e molto violenta. Così scavano un solco nella socialità»
scuolastudenti stranieritetto 30%circolare gelminilingua italianafunaromeduseibakkali

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