Regolarizzazione 2020, Ero Straniero: 131.764 permessi e 228 milioni l'anno per lo Stato
Il monitoraggio della campagna, presentato oggi al Senato, conta 220.528 domande, il 59,75% concluse con un contratto o un permesso. Tra il 2020 e il 2024 eseguiti 13.491 rimpatri su 141.675 espulsioni (9,5%). La proposta: un meccanismo permanente di emersione su base individuale.
Oltre 131 mila permessi di soggiorno rilasciati e una stima di 228,3 milioni di euro l'anno di entrate per l'erario e la previdenza: è il bilancio della regolarizzazione straordinaria del 2020 tracciato dalla campagna Ero Straniero nel rapporto «(Ir)Regolarità. Perché un nuovo paradigma è necessario», presentato il 22 settembre al Senato nel convegno «Regolarizzare fa bene» con parlamentari di maggioranza e opposizione. I dati, riferisce Stranieri in Italia, sono stati raccolti con richieste di accesso agli atti ai ministeri coinvolti nella procedura.
Al 31 dicembre 2025 il 59,75% delle 220.528 domande presentate si era tradotto in contratti di lavoro e permessi di soggiorno; in totale sono stati rilasciati 131.764 permessi per lavoro o temporanei. L'85,21% delle richieste ha riguardato il lavoro domestico e l'assistenza alla persona, una quota minore l'agricoltura. La procedura avrebbe generato 140,85 milioni di euro di entrate dirette, dai contributi e dagli oneri versati per accedere alla regolarizzazione, a cui si aggiunge il gettito annuo stimato di circa 228,30 milioni di euro dei contributi fiscali e previdenziali collegati alle posizioni emerse.
Il dossier allarga lo sguardo agli strumenti usati negli ultimi vent'anni contro l'irregolarità. Alla fine del 2025 le persone straniere presenti in Italia senza un titolo di soggiorno sarebbero circa 339 mila; nello stesso anno sono stati effettuati 6.772 rimpatri. Tra il 2020 e il 2024 sono stati adottati 141.675 provvedimenti di espulsione, a fronte di 13.491 rimpatri eseguiti, il 9,5% dei decreti. Da questi numeri la campagna conclude che le politiche fondate su trattenimento, espulsioni e rimpatri non bastano a ridurre in modo strutturale l'area dell'irregolarità, alimentata anche dalla scadenza dei permessi, dalla lentezza delle procedure e dagli ingressi con il decreto flussi che non si traducono in rapporti di lavoro effettivi. Dal 2002 oltre un milione di persone si è regolarizzato con le sanatorie straordinarie, che però, osserva il rapporto, intervengono sulle conseguenze e non sulle cause.
La regolarizzazione del 2020 mostra anche ombre: circa il 40% delle domande non si è concluso positivamente, tra pratiche ancora aperte, archiviate o abbandonate e circa 43 mila richieste rigettate. Secondo Ero Straniero hanno pesato la durata delle procedure, la complessità burocratica e la difficoltà degli uffici a gestire un numero così alto di domande, con attese protrattesi per anni nel lavoro domestico, nell'assistenza e nel lavoro stagionale.
La campagna, promossa da A Buon Diritto, ActionAid, ASGI, Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane, Oxfam, Arci, CNCA e CILD, propone di superare il ricorso periodico alle sanatorie con un meccanismo permanente di regolarizzazione su base individuale, accessibile con requisiti verificabili come la disponibilità di un lavoro, i legami familiari o un comprovato radicamento sul territorio, con controlli da parte delle autorità.
Fonti
- Stranieri in Italia
Regolarizzazione 2020, oltre 130mila stranieri usciti dall'irregolarità - il manifesto
La sanatoria del Conte II, 5 anni dopo: effetti positivi