Dall'Azad Kashmir all'Italia: un attivista del JAAC rifugiato dopo la rotta balcanica
Melting Pot Europa intervista Adil Bashir, militante del Joint Awami Action Committee, il movimento del Kashmir amministrato dal Pakistan dichiarato organizzazione terroristica a giugno. Arrivato in Italia attraverso i Balcani, dove racconta le violenze della polizia croata, porta le istanze della diaspora mobilitata a Bologna e Torino.
Melting Pot Europa ha pubblicato il 21 settembre un'intervista ad Adil Bashir, attivista del Joint Awami Action Committee (JAAC) rifugiato in Italia. Il JAAC è un movimento nato nel 2023 a Rawalakot, nel Kashmir amministrato dal Pakistan, che unisce rivendicazioni sociali ed economiche e istanze indipendentiste; da giugno 2026 la regione è attraversata da una nuova ondata di proteste e di violenze.
Secondo la ricostruzione della testata, a giugno il governo pakistano ha dichiarato il JAAC organizzazione terroristica e ha iniziato ad applicare la legge antiterrorismo contro i suoi esponenti. A luglio, secondo il movimento e gruppi locali della società civile, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco su manifestanti disarmati, causando almeno 30 morti in due giorni; le autorità hanno imposto un blackout delle comunicazioni e proceduto ad arresti di massa. Islamabad respinge le accuse di coinvolgimento delle forze di sicurezza e sostiene che le proteste siano fomentate dall'India; organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto un'indagine indipendente e il ripristino delle comunicazioni.
Bashir, nato nell'Azad Kashmir, racconta di essere arrivato in Italia attraverso la rotta balcanica, dove ha conosciuto i soprusi e le violenze della polizia croata al confine con la Bosnia. Nell'intervista ripercorre le origini del movimento: le mobilitazioni del 2024 contro le bollette elettriche e per il prezzo calmierato del grano, e le 38 richieste presentate al governo nel 2025, tra cui investimenti in sanità, istruzione e infrastrutture e l'abolizione dei 12 seggi dell'assemblea legislativa dell'Azad Kashmir riservati ai profughi provenienti dalla parte indiana, considerati dal JAAC lo strumento con cui Islamabad controlla l'assemblea. Su quella richiesta, dice, i colloqui con il governo si sono bloccati.
La diaspora kashmira in Italia si è mobilitata con manifestazioni a Bologna e a Torino.
Fonti
- Melting Pot Europa
Dall'Azad Kashmir all'Italia, la voce di chi continua a lottare