Meloni: per legge un tetto agli alunni stranieri per classe e divieto di burqa a scuola
Dal palco di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, la presidente del Consiglio ha annunciato un provvedimento imminente in Consiglio dei ministri: numero massimo di alunni stranieri per classe, obbligo di imparare l'italiano per i genitori degli studenti con gravi problemi di inserimento, divieto del velo integrale negli istituti.
Domenica 20 settembre 2026, chiudendo a Roma Fenix, la festa di Gioventù Nazionale (l'organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia), la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un provvedimento sulla scuola di prossima presentazione in Consiglio dei ministri. «Sta per arrivare un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe», ha detto, secondo quanto riportato da Il Post.
Al tetto per classe la premier ha affiancato altre due misure: l'obbligo per i genitori degli studenti stranieri «con gravi problemi di inserimento scolastico» di «imparare l'italiano» e il divieto di indossare burqa e niqab negli istituti scolastici, presentato come «una questione di civiltà». Secondo l'ANSA l'annuncio è arrivato nella stessa domenica del raduno leghista di Pontida e della manifestazione di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, e suona come un rilancio sui temi identitari e della sicurezza in vista della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2027.
Il Post osserva che un limite del genere esiste già: la circolare n. 2 dell'8 gennaio 2010, firmata dall'allora ministra dell'Istruzione Mariastella Gelmini, fissa di norma al 30% la quota di alunni con cittadinanza non italiana per classe, con possibilità di deroghe. La novità consisterebbe nel trasferire quel principio in una legge, ipotesi avanzata più volte anche dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e, nei giorni scorsi, oggetto di un'interrogazione parlamentare del deputato Rossano Sasso di Futuro Nazionale.
Sul contenuto delle misure, sempre secondo Il Post, si sa ancora poco: non è chiaro come verrebbero individuati gli studenti «con gravi problemi di inserimento scolastico» né come funzionerebbe l'insegnamento dell'italiano ai genitori. Quanto al velo integrale, burqa e niqab sono indossati in Italia da pochissime donne: non esistono dati ufficiali, ma l'ultima stima del Ministero dell'Interno, del 2010, le collocava al di sotto della Francia, dove sono valutate tra 300 e 2.000. Diverso è l'hijab, il velo che copre i capelli e non il volto, che non è menzionato nell'annuncio.