Ceuta, sgomberato il Guano: «Adiós España». Torres: quasi 12.000 ritorni in Marocco
Domenica 11 ottobre polizia ed esercito hanno chiuso l'ultimo grande accampamento sulla costa, due giorni prima della visita dei reali. Per il governo sono ritorni «volontari»; elDiario.es, No Name Kitchen e altre ong denunciano pressioni e trasferimenti in Marocco senza procedura.
Domenica 11 ottobre, poco prima delle otto, Policía Nacional ed esercito hanno sgomberato a Ceuta la spianata del Guano, l'ultimo grande accampamento di migranti rimasto sulla costa della città dopo quelli delle spiagge di Benítez e del Trampolín, due giorni prima della visita del re Felipe VI e della regina Letizia. Nel dispositivo, secondo Ceuta Actualidad, erano impegnati circa 300 fra agenti e militari; molti migranti avevano lasciato la zona prima del loro arrivo, rifugiandosi sul monte per evitare il trasferimento. I pullman dovevano portare gli adulti al Centro di assistenza temporanea per stranieri (CATE) per l'identificazione, e chi l'accettava nelle strutture di accoglienza; i minori alla polizia e da lì nei centri di protezione.
Secondo elDiario.es, presente sul posto, gli adulti, meno di un centinaio, sono stati portati alla frontiera e in maggioranza sono rientrati in Marocco attraverso il recinto del Tarajal, in alcuni casi presi sottobraccio dagli agenti, negli altri almeno scortati, senza che la stampa potesse riprendere: la Guardia Civil ha identificato diversi giornalisti, avvertendoli di possibili misure se avessero pubblicato foto o video. Uscendo dalla spianata i migranti gridavano «Adiós España». Il ministero dell'Interno insiste che si tratta di «ritorni volontari» e che la procedura è la stessa usata a Benítez e al Trampolín: trasferimento al CATE per lo smistamento e rientro volontario per chi sceglie di evitare quel passaggio e l'identificazione. I minori, che erano la maggioranza degli sgomberati, sono stati portati alla Jefatura superiore della Policía Nacional per l'identificazione.
Nel pomeriggio il ministro della Politica territoriale Ángel Víctor Torres, che coordina il comando unico sull'immigrazione a Ceuta, ha dato per concluse le operazioni sulla costa: «Settimane fa abbiamo preso l'impegno di raggiungere entro il 15 ottobre la normalità sulle coste di Ceuta, nei vari accampamenti. Ci siamo riusciti anche prima, l'11 ottobre». Secondo Torres sono circa 12.000 le persone rientrate in Marocco dal 10 agosto; le forze di sicurezza si concentreranno ora sulle strade e sui quartieri dove ancora c'è chi dorme all'aperto. Secondo elDiario.es molti migranti vivono ancora all'addiaccio nel Polígono del Tarajal e soprattutto nei quartieri del Príncipe e di Los Rosales, le cui strade di notte sono piene.
Le modalità dei rientri sono contestate da settimane. Al Trampolín, dove vivevano oltre 3.500 persone, domenica 4 ottobre più di 1.100 persone sono state trasferite e 900 sono tornate «volontariamente» in Marocco, secondo il bilancio di Torres. elDiario.es ha parlato con cinque marocchini presenti agli sgomberi di Benítez e del Trampolín: quattro dicono di aver subito o visto pressioni della polizia, che alla frontiera, in gruppi di circa sei persone e in pochi minuti, cercava di convincerli a tornare in Marocco senza farsi identificare; secondo i loro racconti, prospettando l'espulsione con il divieto d'ingresso nell'Ue per cinque anni, l'impossibilità di chiedere asilo e perfino il carcere. Il ministero dell'Interno distingue fra rientri volontari «senza intermediazione di polizia» e con «intermediazione di polizia»; Amnesty International definisce questi dispositivi «poco trasparenti» e dice di indagare. No Name Kitchen, che ha seguito al confine lo sgombero del Trampolín, riferisce tramite Melting Pot Europa che il 4 e il 5 ottobre circa mille persone sono state condotte in Marocco senza essere state identificate né registrate e senza poter chiedere asilo, a gruppi di cinque, con una spiegazione di tre minuti senza interpreti né avvocati.
Restano le persone in strada. Secondo il comando unico, citato da Melting Pot, a Ceuta i minori stranieri non accompagnati identificati sono 2.383; fra 500 e 700 vivono ancora in strada, e in strada vivono anche circa 800 donne, alcune con figli.
Fonti
- elDiario.es
Decenas de migrantes son expulsados sin procedimiento a Marruecos tras el desalojo del asentamiento del Guano en Ceuta (es) - Ceuta Actualidad
Desalojo del Guano, el último gran asentamiento en los arenales de Ceuta (es) - elDiario.es
Migrantes retornados "voluntariamente" a Marruecos, tras su desalojo de las playas ceutíes: "La Policía nos presionó en la frontera" (es) - Melting Pot Europa
Fuori dai riflettori, a Ceuta continuano le violenze