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Giovedì 1 ottobre 2026 ultima edizione: 1 ott 2026 · RSS
Rimpatri ed espulsioni

Consiglio Ue a Lussemburgo: atteso l'ultimo via libera al regolamento sui rimpatri

Giovedì 1° ottobre i ministri dell'Interno dei 27 devono approvare senza dibattito il nuovo regolamento sui rimpatri, che consente di aprire centri di rimpatrio fuori dall'Ue e allunga la detenzione. È la prima riunione in presenza dopo Ceuta: la Spagna farà il punto sulla città autonoma, la Grecia porta la proposta di sospendere l'asilo nelle crisi.

Edizione: 1 ott 2026 Lettura: 2 min Unione europea · Spagna · Grecia · Danimarca · Austria · Germania · Paesi Bassi · Ruanda · Uganda

I ministri dell'Interno dei 27 si riuniscono giovedì 1° ottobre a Lussemburgo per il Consiglio Giustizia e affari interni. All'ordine del giorno, come punto da approvare senza dibattito, c'è il via libera definitivo al nuovo regolamento Ue sui rimpatri: il testo è quello del compromesso negoziato a giugno con il Parlamento europeo e non è più modificabile, scrive Avvenire. Dopo questo passaggio formale il regolamento potrà entrare in vigore, salvo alcune disposizioni per le quali le capitali hanno chiesto più tempo, come la creazione di un decreto di espulsione europeo. Si discuterà invece di come migliorare i rimpatri con una «cooperazione rafforzata» con i Paesi terzi «prioritari», secondo l'agenda citata dall'AFP.

Secondo Avvenire il regolamento prolunga la detenzione fino a un massimo di 30 mesi per chi non coopera con le autorità, in certi casi anche per i minori non accompagnati, amplia i poteri di indagine, dalle perquisizioni domiciliari al sequestro di effetti personali e dispositivi elettronici, e consente divieti d'ingresso anche permanenti per le persone ritenute pericolose. Soprattutto, per la prima volta permette agli Stati di aprire, con accordi ad hoc, centri di rimpatrio («return hub») in Paesi fuori dall'Ue. Danimarca, Austria, Grecia, Germania e Paesi Bassi stanno lavorando a centri comuni: secondo l'AFP il Ruanda è l'ipotesi più avanzata, e due eurodeputate olandesi dei Verdi, Tineke Strik e Anna Strolenberg, tornate da una missione in Ruanda e Uganda, hanno riferito che a Kigali le trattative con i cinque Paesi sono in corso. «Molto probabilmente il primo Paese con cui si chiuderà un accordo è il Ruanda», ha detto Strolenberg.

È anche la prima riunione in presenza dei ministri dopo la crisi di Ceuta, che ha provocato uno scontro diplomatico fra Spagna e Italia. Secondo Demócrata il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska aggiornerà i colleghi, su sua richiesta, sulla situazione nella città autonoma e chiederà più cooperazione con i Paesi terzi per rafforzare le leve sui rimpatri; il suo staff teme che la riforma del ruolo di Frontex finisca per riaprire il Patto su migrazione e asilo, e Madrid vuole continuare a «usare la nostra procedura d'asilo» senza sospendere il diritto d'asilo. Su richiesta della Grecia si parlerà invece di un meccanismo di emergenza che, secondo i suoi sostenitori, con il Ppe in testa, dovrebbe permettere di sospendere temporaneamente l'esame delle domande d'asilo; le prime bozze, scrive Avvenire, devono ancora circolare. Sul tavolo c'è anche il piano in cinque punti presentato dal commissario Magnus Brunner il 29 settembre.

Fonti

  1. Avvenire
    Rimpatri più efficaci e hub esterni: l'ultimo via libera dell'Europa ai «muri» per i migranti
  2. Bangkok Post (AFP)
    EU seeking better ways to manage deportations (en)
  3. Demócrata
    Marlaska wants more tools, but not another migratory battle in Brussels (en)
consiglio gairegolamento rimpatrireturn hubdetenzioneceutagrande-marlaskameccanismo di emergenzafrontex

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