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Sabato 7 novembre 2026 ultima edizione: 7 nov 2026 · RSS
Rimpatri ed espulsioni

CPR, la direttiva Piantedosi: il parere negativo dell'Asl non blocca più il trattenimento

Il 3 novembre il ministro dell'Interno ha riscritto l'articolo 3 della direttiva Lamorgese del 2022: le visite prima dell'ingresso restano, ma il giudizio di non idoneità non è più vincolante e la valutazione passa al personale sanitario dei centri. La misura arriva dopo l'inchiesta di Ravenna sui certificati.

Edizione: 6 nov 2026 Lettura: 2 min Italia

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha cambiato le regole sugli accertamenti sanitari per l'ingresso nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). Con una direttiva del 3 novembre ha riscritto l'articolo 3 della direttiva del 19 maggio 2022, nota come «direttiva Lamorgese», che disciplina le visite prima e durante il trattenimento. Il 5 novembre ne ha spiegato pubblicamente il senso: le persone continueranno a essere visitate dalle Asl, ma «un eventuale parere negativo non sarà più vincolante» per impedirne il trattenimento.

Secondo quanto illustrato dal ministro e riportato da Stranieri in Italia, una volta entrati nel centro i trattenuti saranno affidati al personale sanitario del CPR, che potrà disporre ulteriori accertamenti e chiedere, quando necessario, l'intervento dell'Asl competente. Piantedosi ha motivato la scelta con la necessità di evitare che valutazioni influenzate da «pregiudizi ideologici» ostacolino le procedure di rimpatrio.

La direttiva del 2022 prevedeva che l'ingresso fosse preceduto da una visita della Asl competente per accertare l'assenza di condizioni fisiche o psichiche incompatibili con l'ingresso e la permanenza nella struttura. Con le nuove indicazioni, scrive Stranieri in Italia, gli accertamenti si concentrano invece sull'individuazione delle condizioni fisiche e psicologiche che richiedono assistenza, da garantire con il personale sanitario delle strutture o con i servizi territoriali.

La decisione arriva dopo l'inchiesta della Procura di Ravenna su medici accusati di aver falsificato certificati di inidoneità al trattenimento per impedire il trasferimento di cittadini stranieri nei CPR. Le indagini si sono estese ad altre città e, secondo Melting Pot, coinvolgono oltre venti medici; il 13 ottobre la Cassazione ha annullato le misure interdittive disposte nei confronti di tre indagate, con motivazioni non ancora note.

La Federazione nazionale degli Ordini dei medici (FNOMCeO), con il presidente Filippo Anelli, ha accolto positivamente il principio della separazione tra valutazione clinica e decisione amministrativa, ma ha chiesto di preservare l'autonomia professionale dei medici, che devono poter segnalare ogni rischio per la salute, compresi quelli legati alle condizioni di permanenza nei centri. Per gli autori di un'analisi pubblicata da Melting Pot, Federica Borlizzi, Valentina Muglia e Gennaro Santoro, la direttiva «cancella il giudizio di idoneità al trattenimento»: nei CPR, gestiti da privati e con servizi sanitari anch'essi privatizzati, almeno la prima visita era finora affidata a un soggetto pubblico, terzo e imparziale.

Fonti

  1. Stranieri in Italia
    Migranti, nuove regole nei CPR: il parere negativo del medico non impedirà più il trattenimento
  2. Melting Pot Europa
    Se la visita medica è un ostacolo, il governo abolisce il certificato
  3. Il Fatto Quotidiano
    Migranti, "il parere medico non vincolante per evitare Cpr"
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