Tribunale di Milano: discriminatorio il bando della Difesa riservato ai cittadini italiani
La sezione lavoro ha dichiarato illegittimo il requisito della cittadinanza italiana nel concorso per 1.100 assistenti del ministero. Il bando va modificato e le domande riaperte entro tre giorni, pena 100 euro per ogni giorno di ritardo: le prove scritte, già svolte a ottobre, andranno ripetute.
Il Tribunale di Milano, sezione lavoro, ha dichiarato discriminatoria la clausola del bando del Ministero della Difesa che richiedeva la cittadinanza italiana per partecipare al concorso pubblico per il reclutamento di 1.100 unità di personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nell'Area degli assistenti. Il dispositivo della sentenza della giudice Francesca Saioni è stato comunicato il 30 ottobre; ne hanno dato notizia il 3 novembre le tre organizzazioni che avevano promosso il ricorso: Avvocati per Niente (APN), l'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI) e la CGIL Lombardia.
Il Tribunale ha ordinato al Ministero di modificare il bando ammettendo, fermi restando gli altri requisiti, anche i cittadini dell'Unione europea e i loro familiari titolari del diritto di soggiorno, oltre ai cittadini di Paesi terzi titolari del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di protezione internazionale, e di fissare un congruo termine per le domande. Il Ministero è stato condannato a riaprire le domande entro tre giorni, pena il pagamento di 100 euro per ogni giorno di ritardo.
I posti riguardano mansioni come cuoco, meccanico, assistente sanitario, informatico, edile e tecnici di vario genere: secondo le associazioni, è la prima volta che cittadini stranieri potranno essere ammessi a lavorare alle dipendenze del Ministero della Difesa. Nonostante la diffida inviata dall'ASGI a gennaio e il ricorso notificato a luglio, a ottobre il Ministero aveva fatto svolgere le prove scritte. Ora le prove andranno indette di nuovo ammettendo anche i candidati stranieri, «con costi a carico del Ministero che potevano invece essere evitati», scrivono APN, ASGI e CGIL Lombardia.
Per le tre organizzazioni la pronuncia «riafferma il principio di parità di trattamento nell'accesso al pubblico impiego» e conferma che il requisito della cittadinanza italiana può essere chiesto soltanto nei casi strettamente previsti dalla legge. «Ci auguriamo che il Ministero della Difesa dia tempestiva esecuzione alla sentenza e che, d'ora in avanti, adegui stabilmente i propri bandi alle indicazioni della giurisprudenza», concludono.
Fonti
- ASGI
Il Tribunale di Milano dichiara discriminatorio il bando del Ministero della Difesa: anche i cittadini stranieri potranno accedere ai posti di lavoro come assistenti - Il Giorno
Il Tribunale boccia il Ministero: "Conta il merito non la cittadinanza. Bando della Difesa discriminatorio" - Melting Pot Europa
Discriminatorio il bando del Ministero della Difesa: anche le persone straniere potranno partecipare al concorso per 1.100 assistenti