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Martedì 3 novembre 2026 ultima edizione: 2 nov 2026 · RSS
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Trieste, due morti nel rogo del magazzino 18 del Porto Vecchio, rifugio dei migranti

Un uomo e una donna tra i 20 e i 30 anni, secondo le prime informazioni un marocchino e un'italiana, sono morti nella notte fra domenica e lunedì nel capannone dismesso dove dormono le persone arrivate dalla rotta balcanica. La Procura indaga. Ics e Caritas denunciano posti di accoglienza vuoti e rinvii in Questura, il sindaco chiede più trasferimenti.

Edizione: 2 nov 2026 Lettura: 4 min Italia

Due persone sono morte nella tarda serata di domenica 1 novembre nell'incendio del magazzino 18 del Porto Vecchio di Trieste, un edificio di tre piani in disuso e interdetto all'accesso dove, in mancanza di alternative, trovano riparo soprattutto migranti e richiedenti asilo arrivati in città dalla rotta balcanica. Le vittime sono un uomo e una donna tra i 20 e i 30 anni: secondo Il Post, Avvenire e Quotidiano Nazionale un giovane marocchino e una ragazza italiana. I vigili del fuoco li hanno trovati al primo piano, in una stanza dove erano rimasti intrappolati; secondo i primi rilievi sono stati uccisi dal fumo e dal monossido di carbonio saliti dal piano terra. La Procura di Trieste ha aperto un fascicolo d'indagine e la Prefettura, dopo un vertice con le forze dell'ordine, ha fatto sapere che «sono in corso le formali procedure di identificazione e dei conseguenti accertamenti».

Secondo la prima ricostruzione il fuoco è partito al piano terra da un braciere, un fornello o una stufetta accesi per cucinare o per scaldarsi in una notte di bora con raffiche oltre i 100 chilometri orari; l'origine resta da accertare. Durante lo spegnimento è crollato un soppalco in legno, senza colpire i soccorritori, e le operazioni dei vigili del fuoco si sono concluse alle 7.45 di lunedì. Gli altri occupanti, almeno un centinaio secondo le associazioni citate dalla Tgr Rai, sono riusciti a mettersi in salvo; lunedì mattina le forze dell'ordine hanno fatto uscire dall'edificio una ventina di persone che vi si trovavano ancora. Il magazzino 18 è quello in cui fino a poco tempo fa erano custoditi i beni degli esuli istriani e dalmati; l'ultimo sgombero degli spazi occupati nel Porto Vecchio risale a settembre. «Noi siamo qui perché non sappiamo dove andare», ha detto alla Tgr un migrante davanti ai magazzini.

Per il presidente del Consorzio italiano di solidarietà (Ics), Gianfranco Schiavone, «siamo di fronte a una tragedia costruita, queste persone sono morte ammazzate dal sistema» (il Dolomiti). La sua accusa riguarda l'accesso all'asilo: la Questura rinvia di due o tre mesi l'accesso alla procedura e consegna semplici inviti a ripresentarsi che non indicano che le persone hanno già manifestato la volontà di chiedere protezione; così la Prefettura non le accoglie, benché il diritto all'accoglienza nasca già con la manifestazione di volontà. Nelle strutture dell'Ics, dice Schiavone, una settantina di posti restano vuoti da mesi mentre circa cento persone dormono in strada o nei magazzini; secondo Avvenire i posti liberi in città sono almeno 80. A Quotidiano Nazionale ha mostrato il caso di un cittadino nepalese che il 12 giugno aveva manifestato in Questura la volontà di chiedere asilo ed è stato riconvocato il 23 giugno, il 7 e il 13 luglio e il 13 agosto; il 27 luglio, ancora senza un tetto, aveva sollecitato la Prefettura tramite l'Ics senza ricevere risposta. Dalla Questura, riferisce la Tgr, trapela che il personale in organico non consente di accorciare i tempi. «Lo scorso inverno altre due persone sono morte in questi magazzini. Eppure, nulla cambia», ha ricordato Schiavone; le associazioni chiedono di aprire come dormitorio a bassa soglia l'ex mercato di via Flavio Gioia, una struttura pubblica inutilizzata da anni con servizi igienici, docce e riscaldamento.

Il direttore della Caritas di Trieste, padre Giovanni La Manna, ha espresso «profonda tristezza e indignazione»: «Sapere che, in questo momento, a Trieste ci sono posti liberi nel circuito di accoglienza rende ancora più doloroso quanto accaduto e pone una questione grave, che chiede di essere affrontata con urgenza. Occorre comprendere come rendere i posti disponibili effettivamente accessibili a chi è ancora senza un riparo sicuro». La senatrice del Pd Tatjana Rojc ha parlato di «vittime annunciate che si potevano evitare», mentre per il presidente della Regione Massimiliano Fedriga «di fronte a una simile tragedia, le polemiche emerse in queste ore cadono del tutto».

Il sindaco Roberto Dipiazza, che la settimana scorsa aveva incontrato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, chiede di accelerare i trasferimenti fuori città: «Voglio che vengano spostati immediatamente, appena arrivano: uno o due giorni, poi devono essere spostati. Adesso ne portano via sessanta a settimana, che ne portino via quattrocento a settimana». Al Dolomiti ha riferito che il ministro gli ha risposto che «entro fine mese saranno trasferiti tutti», e ha aggiunto: «A Lampedusa se facevano posto per cinquecento persone ne arrivavano in mille, se lo facevano per mille arrivavano in duemila e così via. Lo stesso accadrebbe da noi ed è una cosa che non posso permettere che avvenga».

Lunedì sera circa 250 persone si sono radunate in piazza della Libertà, davanti alla stazione, dove i volontari distribuiscono la sera, dalle 18 alle 20, un piatto caldo e una coperta, e hanno raggiunto in corteo il varco del Porto Vecchio vicino all'ex Silos, accanto all'ex mercato della stazione più volte indicato come possibile ricovero provvisorio per i migranti. Il presidio, pacifico, era stato convocato sui social con lo slogan «Fiori in mano, candele accese e rabbia in corpo»; c'erano cittadini, associazioni come la Fondazione Luchetta ed esponenti del Pd e di Adesso Trieste. «Portiamo fiori, rabbia e solidarietà», ha fatto sapere Linea d'Ombra, l'associazione che ogni sera assiste in piazza chi arriva dalla rotta balcanica e che, per le prescrizioni della Questura, nel fine settimana non può distribuire pasti in piazza.

Fonti

  1. Rai News — TGR Friuli Venezia Giulia
    Incendio in un magazzino del Porto Vecchio di Trieste, due vittime
  2. Rai News — TGR Friuli Venezia Giulia
    Trieste, incendio al Porto Vecchio: morti un uomo e una donna
  3. Rai News — TGR Friuli Venezia Giulia
    Trieste, 250 persone in piazza per i migranti dopo la tragedia in Porto Vecchio
  4. Il Post
    Due persone sono morte in un incendio al Porto Vecchio di Trieste
  5. Avvenire
    Le «morti annunciate» di Trieste e quei posti vuoti per l'accoglienza dei senza dimora
  6. Quotidiano Nazionale
    Brucia un magazzino a Trieste, due giovani carbonizzati. «Ammassati senz'acqua né servizi»
  7. il Dolomiti
    Migranti morti tra le fiamme, l'ufficio rifugiati Ics: «Ammazzati dal sistema». Il sindaco: «Non capiscono che bisogna portarli via tutti, non abbiamo gli spazi»
  8. TG La7
    Trieste, incendio al Porto Vecchio: morti un uomo e una donna, crolla il solaio di un magazzino
  9. la Repubblica
    Trieste, incendio nel Porto Vecchio: morti un uomo e una donna
triesteporto vecchiorotta balcanicaaccoglienzarichiedenti asiloconsorzio italiano di solidarietàcaritaslinea d'ombraprefetturaroberto dipiazza

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