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Martedì 20 ottobre 2026 ultima edizione: 20 ott 2026 · RSS
Frontiere e Schengen

Frontex, attraversamenti irregolari giù di un terzo nei primi nove mesi del 2026

Poco più di 91.000 rilevamenti fra gennaio e settembre. Il Mediterraneo centrale perde il 56%, il Mediterraneo occidentale è l'unica rotta in crescita (+26%), spinta dalla frontiera terrestre. A settembre, sulla rotta atlantica verso le Canarie, rilevamenti quadruplicati rispetto ad agosto.

Edizione: 19 ott 2026 Lettura: 3 min Unione europea · Italia · Grecia · Spagna · Libia · Algeria · Tunisia · Turchia · Marocco · Mauritania · Senegal · Gambia · Regno Unito

Nei primi nove mesi del 2026 gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell'Unione europea sono diminuiti di quasi un terzo rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo i dati preliminari diffusi da Frontex lunedì 19 ottobre, i rilevamenti fra gennaio e settembre sono stati poco più di 91.000. Nel solo mese di settembre ne sono stati registrati circa 14.300, il 28% in meno rispetto a settembre 2025 ma l'11% in più rispetto ad agosto, perché le condizioni del mare lungo i corridoi principali sono migliorate. L'agenzia attribuisce il calo, visibile su quasi tutte le rotte principali, alla cooperazione con i Paesi partner e alle misure preventive nei principali Paesi di partenza. Il periodo comprende la prima estate completa di applicazione del Patto sulla migrazione e l'asilo, che introduce alle frontiere esterne un'unica procedura standardizzata di accertamenti all'ingresso (screening): gli agenti di Frontex aiutano gli Stati membri a stabilire la nazionalità delle persone arrivate, a raccogliere i dati biometrici e a verificare i documenti.

Il Mediterraneo orientale e quello centrale restano le rotte più trafficate e insieme valgono quasi il 60% degli ingressi irregolari. Sul Mediterraneo orientale, la più frequentata, i rilevamenti sono stati circa 31.800, il 15% in meno: il tratto più battuto è il corridoio dalla Libia a Creta, davanti alle isole dell'Egeo orientale e alla frontiera terrestre con la Turchia, mentre Cipro pesa poco; dopo una flessione estiva dovuta al meteo gli arrivi sono risaliti, con circa 4.800 rilevamenti a settembre. Le nazionalità più rappresentate sono sudanese, bengalese e afghana. Il Mediterraneo centrale ha registrato il calo più forte: circa 22.500 arrivi, il 56% in meno. La Libia resta il principale punto di partenza, con circa tre quarti degli arrivi sulla rotta, davanti ai corridoi tunisino e algerino; le nazionalità principali sono bengalese, algerina e somala.

Il Mediterraneo occidentale è l'unica rotta principale in crescita: circa 18.300 rilevamenti, il 26% in più. L'aumento si concentra sulla frontiera terrestre, dove i rilevamenti sono più che raddoppiati, mentre gli arrivi via mare crescono dell'8%; l'Algeria resta il principale Paese di partenza per le traversate, dirette soprattutto alle Baleari, il punto d'ingresso più pericoloso della rotta, e alla Spagna continentale. Algerini, maliani e marocchini le nazionalità più rappresentate. Frontex precisa che i dati della rotta terrestre per il 30 e il 31 luglio, le giornate dell'ingresso di massa a Ceuta, sono ancora all'esame dello Stato membro interessato e non sono compresi nel totale. Sulla rotta dell'Africa occidentale i rilevamenti sono stati circa 7.100, il 45% in meno, grazie alle misure preventive della Mauritania e, più di recente, di Senegal e Gambia in collaborazione con la Spagna e l'Unione; a settembre però sono saliti a circa 1.900, quattro volte quelli di agosto, con partenze dal Marocco e dal Gambia verso le Canarie. «Sulla maggior parte delle rotte verso l'Europa meno persone tentano il viaggio, e la tendenza ha tenuto per tutta l'estate e in autunno. Ma le cose possono cambiare in fretta», ha detto il direttore esecutivo di Frontex Hans Leijtens. «Le reti dei trafficanti non spariscono quando i numeri calano. Si spostano, e aspettano un varco. Il nostro compito è essere pronti quando lo trovano».

Sulla Manica i tentativi rilevati in uscita verso il Regno Unito, che comprendono sia chi è arrivato sia chi è stato fermato prima di partire, sono scesi del 43%, a circa 30.900, di cui circa 4.500 a settembre; le nazionalità principali sono eritrea, sudanese e somala. I trafficanti usano sempre più spesso i cosiddetti maxi gommoni: ad agosto un solo gommone ha portato nel Regno Unito il numero record di 230 persone, fra cui più di 20 bambini. Il costo umano resta alto: secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall'inizio dell'anno quasi 2.000 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo. Frontex, che ha 3.800 agenti alle frontiere esterne, segue anche i rimpatri su larga scala di afghani dall'Iran e dal Pakistan e l'instabilità nel Sahel, che spinge partenze verso l'Atlantico e il Mediterraneo occidentale; finora, osserva l'agenzia, questi fattori non hanno prodotto cambiamenti significativi alle frontiere dell'Unione. I dati si riferiscono ai rilevamenti di attraversamenti irregolari e non alle persone: la stessa persona può attraversare la frontiera più volte, in punti diversi.

Fonti

  1. Frontexfonte ufficiale
    Frontex: Irregular border crossings into the EU down 1/3 in the first nine months of 2026 (en)
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