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Martedì 20 ottobre 2026 ultima edizione: 20 ott 2026 · RSS
Italia

Trieste, la Questura vieta l'assistenza ai migranti in piazza Libertà nel fine settimana

Le prescrizioni a Linea d'Ombra: niente pasti, coperte e medicazioni il sabato e la domenica, nei giorni feriali solo dalle 18 alle 20. La Questura invoca l'ordine pubblico e le attività del centro, i volontari parlano di pressioni politiche. Regione e Comune approvano, la Caritas e don Vatta chiedono di non lasciare le persone senza aiuto.

Edizione: 18 ott 2026 Lettura: 4 min Italia

A Trieste i volontari che da sette anni, ogni sera, accolgono in piazza della Libertà, davanti alla stazione centrale, le persone che arrivano dalla rotta balcanica non potranno più farlo nel fine settimana. Lo stabiliscono le prescrizioni della Questura all'associazione Linea d'Ombra, che nella piazza opera insieme alla rete dei Fornelli resistenti: il sabato e la domenica la distribuzione di pasti e coperte e le prime cure non sono consentite, mentre dal lunedì al venerdì l'attività è ammessa solo dalle 18 alle 20. I volontari chiedevano di poter restare dalle 19 alle 22, l'orario seguito finora. Secondo il quotidiano Domani lo stop del fine settimana è stato disposto il 14 ottobre; il divieto è scattato già nel fine settimana del 17 e 18 ottobre.

La Questura motiva le prescrizioni con la «necessità di prevenire ogni eventuale turbativa dell'ordine e della sicurezza pubblica al fine di garantire il regolare svolgimento delle attività di socialità, intrattenimento, svago, di libera circolazione e delle iniziative economiche che interessano capillarmente questo centro cittadino». La piazza è presidiata dalle forze dell'ordine da settimane, 24 ore su 24, dopo episodi di violenza e ferimenti con armi da taglio. Da giugno, ricorda TRIESTE.news, per la distribuzione serve un'autorizzazione rinnovata ogni settimana: il nulla osta in vigore vale da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre, e le associazioni temono che lo stop del fine settimana venga ripetuto, visto il preavviso settimanale previsto dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Rai News). Violare le prescrizioni, scrive Domani, espone all'arresto fino a tre mesi e a un'ammenda. La Questura ha annunciato un ulteriore commento nei prossimi giorni.

«In sette anni che siamo in piazza Libertà tutte le sere è la prima volta che accade una cosa del genere», ha detto la presidente di Linea d'Ombra, Lorena Fornasir, che secondo Stranieri in Italia ritiene le limitazioni introdotte nelle ultime due settimane riconducibili anche a pressioni politiche. A Rai News ha aggiunto: «Significa "non disturbate chi va a prendere l'aperitivo" con la visione di piedi rovinati, bambini sfiniti che arrivano qui nella piazza». Per Lara Cavalli, dei Fornelli resistenti, è una «decisione indegna», presa mentre continuano ad arrivare famiglie: nei giorni precedenti, racconta a Domani, una famiglia curda con tre bambini piccoli, un'altra con un bambino di due anni e una famiglia palestinese con quattro minori. Secondo l'attivista a Trieste sono circa 150 le persone rimaste in strada, anche per i continui rinvii degli appuntamenti in Questura per la domanda d'asilo e la chiusura degli spazi di accoglienza.

Le istituzioni locali difendono la scelta. Per il presidente della Regione Massimiliano Fedriga piazza Libertà «era diventata area sottratta ai nostri cittadini dove si svolgeva di fatto una manifestazione costante, con lo sventolare di bandiere»; nella zona, ha ricordato, ci sono stati due accoltellamenti e gli operatori delle associazioni sono stati minacciati, tanto che la distribuzione era stata sospesa per qualche tempo. L'assessore regionale alla sicurezza Pierpaolo Roberti ha parlato di manifestazioni che «devono essere garantite ma anche regolamentate, senza sconti per nessuno», e il sindaco Roberto Dipiazza ha giudicato la decisione «corretta e opportuna»: «la città non è un far west dove alcuni, nascondendosi dietro il concetto nobile di solidarietà, portano avanti azioni politiche».

Altre voci della città chiedono di non lasciare le persone senza aiuto. Don Mario Vatta, fondatore della Comunità di San Martino al Campo, invita al dialogo da entrambe le parti ma avverte che «vietare l'aiuto non può essere la strada» davanti a persone in fuga; il direttore della Caritas di Trieste, padre Giovanni La Manna, ricorda il centro Spazio 11, a poca distanza dalla piazza, e la disponibilità a collaborare con tutti, purché al centro restino le persone. Una lettera al questore e al prefetto, sostenuta da una raccolta di firme, chiede di rivedere le prescrizioni: «L'assistenza a persone che si trovano in condizioni di estrema fragilità non può essere subordinata agli orari della movida cittadina». Critici anche il Partito democratico triestino e il Movimento 5 stelle in Consiglio regionale.

Fonti

  1. Rai News — TGR Friuli Venezia Giulia
    Stop alla distribuzione di cibo ai migranti di piazza Libertà nel fine settimana
  2. Rai News — TGR Friuli Venezia Giulia
    Limitazioni in piazza Libertà, Don Vatta: «I volontari devono dialogare con le istituzioni»
  3. Domani
    A Trieste la questura vieta piazza Libertà a chi aiuta i migranti. Per non disturbare l'aperitivo
  4. TRIESTE.news
    Piazza Libertà, niente assistenza nel weekend. Dipiazza: «La città non è un far west»
  5. Stranieri in Italia
    Trieste, stop all'assistenza ai migranti nel fine settimana: polemiche sulle disposizioni della Questura
triesterotta balcanicalinea d'ombrafornelli resistentiquesturaordine pubblicovolontariatoaccoglienzamassimiliano fedrigaroberto dipiazza

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