Gjadër, no alla proroga del trattenimento per un 47enne che viveva con la sorella italiana
Il giudice di pace di Roma ha respinto la richiesta della Questura di prolungare il trattenimento nel centro in Albania di un marocchino arrivato in Italia nel 2021 con un visto: la convivenza con la sorella, cittadina italiana, può impedire l'espulsione. L'uomo, che vuole chiedere protezione, è stato liberato.
Il giudice di pace di Roma ha negato la proroga del trattenimento nel centro di Gjadër, in Albania, di un cittadino marocchino di 47 anni, che è stato rimesso in libertà. Lo riferisce il Corriere della Sera di Brescia. L'uomo, difeso dall'avvocato bresciano Stefano Afrune, era arrivato in Italia nel 2021 con un visto, lavorava come bracciante agricolo fra Verona e Vicenza e ha detto di aver abitato in provincia di Verona con la sorella, cittadina italiana.
La Questura aveva chiesto di prolungare il trattenimento perché il consolato del Marocco non aveva rilasciato il lasciapassare per il rimpatrio. Il giudice ha respinto la richiesta, rilevando che la convivenza con la sorella, documentata agli atti, può impedire l'espulsione. Nel provvedimento si sottolinea inoltre che l'uomo, senza precedenti, era entrato in Italia e vi aveva lavorato con contratti regolari.
All'udienza, alla quale ha partecipato in collegamento dal centro di Gjadër, il 47enne ha ribadito di voler chiedere la protezione internazionale, e il giudice ha disposto gli adempimenti necessari per la domanda.
Fonti
- Corriere della Sera — Brescia
Viveva dalla sorella e aveva un lavoro regolare, no al rimpatrio per un 47enne