Monaco, vertice sui migranti: Berlino chiede Frontex in 24 ore, Roma i return hub
Sabato 26 settembre il ministro tedesco Dobrindt ha riunito a Monaco di Baviera i ministri dell'Interno di 18 Paesi europei e il commissario Brunner. La Germania propone rimpatri accelerati e squadre Frontex entro 24 ore nelle crisi come Ceuta; Piantedosi rilancia i centri per i rimpatri fuori dall'UE sul modello Albania e regole più severe per le ONG.
Sabato 26 settembre il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt ha ospitato a Monaco di Baviera un vertice sulla migrazione con i ministri dell'Interno di 18 Paesi europei e il commissario per gli Affari interni e la migrazione Magnus Brunner. All'ordine del giorno, secondo Il Sole 24 Ore e il quotidiano spagnolo Demócrata, il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne, la riduzione dei tempi di reazione e meccanismi comuni per rimpatriare chi non ha diritto di restare nell'Unione.
La proposta tedesca parte dalla crisi di Ceuta del 30 e 31 luglio, quando oltre 72.000 persone entrarono dal Marocco nella città autonoma spagnola secondo le cifre di Reuters citate da Demócrata; gran parte è poi tornata indietro e a fine settembre la Spagna stimava che ne restassero circa 12.000, minori compresi. Dobrindt chiede che l'Unione definisca in anticipo quali criteri permettono di dichiarare una «crisi migratoria» e quali misure straordinarie seguono. Se le autorità accertano una situazione eccezionale che non risponde a un'emergenza umanitaria, ma a disinformazione o strumentalizzazione, dovrebbero potersi attivare procedure accelerate per decidere chi ha diritto di restare e rimpatriare gli altri. Frontex, inoltre, dovrebbe poter schierare una forza di risposta rapida nel Paese colpito entro le prime 24 ore, e la Germania vuole rafforzare la propria partecipazione alle operazioni di rimpatrio. Per ora si tratta di una proposta politica: non esiste un testo legislativo tedesco o europeo.
L'iniziativa si aggiunge a quelle già sul tavolo dopo Ceuta. Il 16 settembre la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato un quadro d'emergenza per rendere temporaneamente più flessibili alcune procedure e accelerare i rimpatri in situazioni eccezionali; il 17 settembre il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha chiesto a Bruxelles modifiche legislative per snellire rimpatri e protezione internazionale nelle crisi, dopo aver ottenuto in agosto il sostegno di Frontex, Europol e dell'Agenzia dell'UE per l'asilo e aver proposto una presenza permanente di Frontex a Ceuta e Melilla. Il Patto su migrazione e asilo, in applicazione dal 12 giugno 2026, prevede già protocolli di crisi, procedure accelerate di asilo e rimpatrio e meccanismi straordinari di solidarietà.
L'Italia, invitata da Dobrindt, ha portato quattro punti per bocca del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Primo: dopo lo sforzo per la prima attuazione del Patto, servono agli Stati strumenti più incisivi per rendere efficaci le procedure accelerate di frontiera ed espellere più rapidamente gli irregolari. Secondo: iniziative contro gli abusi del diritto d'asilo, che secondo il ministro non può essere usato come leva per entrare illegalmente in Europa. Terzo: i return hub e i centri per i rimpatri fuori dallo spazio europeo, sul modello dei centri italiani in Albania, come deterrente alle partenze. Quarto: la prevenzione dei viaggi pericolosi in mare, anche attraverso una disciplina più rigorosa dell'azione delle ONG nel Mediterraneo, che Piantedosi considera spesso incontrollata e capace di incoraggiare di fatto i trafficanti.
A margine dei lavori Piantedosi ha incontrato gli omologhi di Irlanda, che ha la presidenza di turno dell'Unione, Austria, Grecia, Regno Unito, Svizzera e Lituania, che assumerà la presidenza successiva.
Fonti
- Il Sole 24 Ore
Migranti, Piantedosi al vertice di Monaco: return hub fuori dall'Europa e rimpatri rapidi - Demócrata
Germania propone espulsioni accelerate e una risposta di Frontex in 24 ore di fronte a crisi come Ceuta